Il Tirreno

«La centrale Enel porta lavoro»

«La centrale Enel porta lavoro»

La Cgil provinciale in difesa dello stabilimento di produzione di Tor del Sale

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PIOMBINO. Cgil provinciale in difesa di Enel: «La nostra provincia – spiega il sindacato – si inserisce perfettamente nella crisi in cui versa il nostro Paese».

« Il calo dei consumi è il termometro preciso che certifica il disastroso stato in cui versano la famiglie – si prosegue – Settori strategici come l’elettrico sono stati ignorati da chi ha governato negli ultimi anni, privando il comparto di strategie utili per cogliere ogni possibile opportunità per mantenere o accrescere le potenzialità delle centrali».

«I dati Istat evidenziano – si sottolinea – come per la prima volta dal dopoguerra siano in calo il consumo di generi alimentari di prima necessità, come il pane e la pasta, mentre da gennaio sono iniziate a calare le vendite perfino nei Discount alimentari. Inevitabile che anche Il turismo segni il declino come dimostrano gli ultimi indici. Nel momento delicato in cui ci troviamo – si scrive ancora – tradurre con un semplicistico chiudere un’azienda per favorirne un’altra, ci sembra illogico e irrazionale ed egoista ma soprattutto inefficace. Crediamo, piuttosto, che i vari settori possano oltre che convivere, nel rispetto delle leggi ambientali e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, essere di supporto tra di loro».

«Non chiudere la centrale elettrica ma prevedere una sua riconversione per renderla meglio compatibile con il territorio (ad esempio con l’utilizzo delle biomasse ma non solo) – si spiega – Affiancare ad essa un polo, in sito, della ricerca per individuare altri modi di produrre energia con ridotte emissioni nell’ambiente. Questo percorso necessita di maggiore impegno e assunzione di responsabilità, a cui il governo Berlusconi si è sottratto, ma è la strada che potrà proteggere l’economia del nostro territorio. Purtroppo, sul tema dell’energia, in troppi si sentono in grado di avere la verità in tasca e spesso parlando a sproposito alla ricerca del facile consenso. La situazione energetica italiana è proprio caratterizzata così: abbiamo il sistema meno diversificato e più vulnerabile d’Europa e con il costo dell’energia più alto che impedisce al sistema produttivo italiano di essere competitivo, altro che le riforme del mercato del lavoro. Mantenere la presenza di aziende del calibro di Enel nel nostro territorio – si conclude – rappresenta una risposta adeguata alla domanda di occupazione di qualità, il migliore antidoto alla legge 30».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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