Sicurezza
Il pasticcio Tares Unica certezza: pagheremo di più
In bolletta un aumento di 30 centesimi al metro quadrato L’Asiu: «Invariato il costo per la raccolta dei rifiuti urbani»
PIOMBINO. Quel pasticciaccio brutto della Tares, la tassa che oltre ai rifiuti include altre voci, inventata dal governo Monti. La riscossione, dopo un paio di slittamenti, era fissata a luglio. Di proroghe, al momento, si parla e basta. Il consiglio dei ministri non ha ancora deliberato. C’è il rischio, anche, che uno slittamento finisca con l’aggiungersi alle rate dell’anno prossimo, togliendo altro ossigeno a famiglie e imprese. E c’è anche la solita certezza. Pagheremo di più.
Il nuovo balzello somma alla Tia il costo di servizi cosiddetti indivisibili: illuminazione pubblica, di spazzamento delle strade, della manutenzione del verde. Per questo, in bolletta troveremo 30 centesimi per mq in più in base alle misure catastali aggiornate degli immobili. I centesimi avrebbero potuto essere 40. Il governo ha dato la facoltà di arrivare fino a lì. A Piombino e in Val di Cornia i Comuni si fermeranno a trenta. E dovranno prelevarli obbligatoriamente. Perchè l’entrata equivalente sarà decurtata pari pari dai trasferimenti dello Stato.
Se può servire ad addolcire la pillola, c'è da dire che rispetto agli abitanti delle città in cui la Tarsu non è stata ancora sostituita dalla Tia, da noi il salasso sarà minore. Nei centri della Val di Cornia la tassa d'igiene ambientale copre già per intero il costo del servizio di smaltimento dei rifiuti. Dove, invece, la vecchia Tarsu è ancora in vigore, si procederà all'adeguamento tariffario a cui si sommeranno quei 30 o 40 centesimi (con bollette da supersalasso soprattutto per le attività produttive) che non hanno niente a che fare con lo smaltimento rifiuti. E questo l'Asiu non finisce di ripeterlo. Quando il quadro nazionale sarà più scandito, si potranno stabilire i tempi di riscossione.
L’assessore alle Finanze Massimo Giuliani definisce la Tares un’assurdità, un’operazione studiata male che rischia d’andare avanti peggio. «Di fatto, continueremo a fare gli esattori per conto dello Stato. Come per l’Imu. È possibile – aggiunge Giuliani – che riusciremo a deliberare in maggio. Quanto all’applicazione, stiamo valutando i tempi di emissione delle bollette e la rateizzazione. La potestà del tributo è comunale ma la riscossione sarà gestita, come sempre, da Asiu».
E l’Asiu, con il presidente Fulvio Murzi, tiene l’azienda dalla responsablità degli aumenti: «Il costo dello smaltimento non cresce, se non per l’inflazione e, nel caso delle attività produttive, per l’Iva».
Tranquillità assoluta sul versante dei conti di Asiu che il ritardo nella riscossione potrebbe mettere a rischio. «D’accordo con i Comuni - chiude il presidente - abbiamo trovato una soluzione che ci permette di rimanere bene in piedi. Senza fare salti mortali. Ma in piedi».
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