Sicurezza
Camerini pigliatutto agli Oscar del web
Cinque premi per “Aglien”: «Ho portato Baratti a Los Angeles, e ora ho in mente un nuovo progetto cinematografico»
PIOMBINO. Camerini pigliatutto. L’artista piombinese conquista cinque premi al LaWebFestival a Los Angeles con la geniale parodia “Aglien”.
Selezionata tra le migliori opere al mondo legate alla produzione web, la divertente caricatura del capolavoro di fantascienza firmato Ridley Scott ha vinto cinque importanti riconoscimenti nella categoria “Dramedy”, ovvero dramma e commedia: miglior regia (Andrea Camerini), miglior produzione (Grezzofilm/Camerini), miglior fotografia (Fabio Panigata e ancora Camerini), miglior attore protagonista (Marco Conte che nella versione piombinese ha il ruolo di Ashell, medico di bordo nonché androide), miglior attore non protagonista (Gianluca Felipe Beretta che in “Aglien” è Dallas, comandante dell’astronave).
Accolta con entusiasmo da tutto lo staff la notizia della selezione al prestigioso festival dedicato alla produzione web serie, Camerini è partito giovedì scorso con Leonardo Fiaschi (Lambert sulla “Nostronzo” di “Aglien”) alla volta di Los Angeles. Foto all’aeroporto, in posa davanti al LaWebFestival Theatre, in giro per la fantastica città statunitense, in sala durante le premiazioni; immagini condivise da Camerini sulla propria pagina Facebook. E sempre attraverso il social network il disegnatore-regista-autore piombinese ha annunciato ieri vittoria nei cinque premi principali.
Nato (l’idea risale al 2008), cresciuto e girato nel luglio scorso a Baratti, per circa 25 giorni di riprese realizzate nei corridoi perfettamente allestiti in chiave fantascientifica della cantina del ristorante di famiglia Demos, “Aglien”, distribuito con Colorado Film e a Grezzofilm ha trovato posto su Internet.
Sul sito aglien.com sono stati infatti pubblicati a cadenza regolare i dodici episodi della parodia firmata da Camerini. A dicembre la prima ufficiale in sala al Metropolitan di Piombino, dove è stata proiettata in anteprima anche la parte conclusiva dell’opera.
È proprio il caso di dirlo: da Piombino a Los Angeles, andata e ritorno con tanti premi, sintomo di apprezzamento per un lavoro tutto da ridere ma anche maledettamente serio. Basta guardare un episodio a caso per capire il valore di “Aglien”, piccolo gioiello di parodia che dimostra un autentico amore per il cinema, interpretato con un pizzico di follia e buona dose di inventiva. Camerini torna oggi in Italia. L’abbiamo sentito ieri, mentre era ancora a Los Angeles, riuscendo ad avere qualche dichiarazione a caldo.
Camerini, qualcuno ha pensato a un pesce d’aprile vista la data. Ma “Aglien” ha vinto davvero o no?
«Oh, ma che scherzi? A parte che in America non esiste il pesce d’Aprile e poi non le avete viste le foto? Se non ci credete chiamate l’ufficio stampa della Colorado Film!».
Com’è stato vincere?
«L’emozione è stata tanta quando ho sentito pronunciare – male – il mio nome, tipo “Andirea Camarini, Eglien, Piombino, Italy!”. Scherzi a parte è stato bellissimo, così come tutta l’esperienza dei quattro giorni del festival. Quattro giorni che ci hanno portato a conoscere tantissime persone che, come noi, lavorano su progetti cosiddetti minori come le web series, ma che invece hanno la dignità e la qualità tecnica delle produzioni ufficiali».
Cosa significano questi premi?
«Sono stati premiati gli sforzi di un lavoro immane, durato oltre un anno e mezzo, e chi a questo progetto ha creduto tanto. Per me poi i riconoscimenti alla regia, alla fotografie e alla produzione: un tris che non mi aspettavo!».
Piombino sul red carpet insomma...
«Eh, sì, ho portato un pezzo di Piombino, e in particolare di Baratti, in mezzo agli scenari già noti del cinema americano. Bello sentirsi chiedere da questi che fanno il cinema vero: «Where did you do this?». Credo di aver risposto: «Eh, you have to drink eggs», che sta per «Eh, hai voglia di be’ ova...».
Sono in vista altri progetti legati a Piombino?
«Sì, ho già un’altra idea, ma è top secret, non la dico manco sotto tortura».
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