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il sindaco pioli

«La fusione per salvare i servizi»

«La fusione per salvare i servizi»

Martedì ci sarà l’assemblea pubblica, giovedì voto in consiglio

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SUVERETO. Ai rappresentanti dell’associazionismo, il sindaco Pioli ha presentato la disastrata situazione del comune e le soluzioni che si prospettano. Martedì ci sarà una assemblea pubblica e due giorni dopo il consiglio approverà la richiesta alla Regione per la fusione dei comuni di Campiglia e Suvereto, non come decisione definitiva, ma perché possano scattare i sei mesi di dibattito prima del referendum di ottobre.

Se vincerà il “sì” i due comuni saranno commissariati (anche se il risultato non è vincolante), poi nuove elezioni nel 2014. Corsa contro il tempo anche senza l’obbligo di fusione e di scadenze: «Con il catasto, oltre a viabilità e vigilanza, porteremo a tre le funzioni già associate con Campiglia – ha confermato Pioli – mentre entro l’anno sarà la volta di tutte le altre sei previste per legge. Si potrebbe rinviare la scelta della fusione andando verso l’associazione per convenzione o l’unione di comuni, ma quale sindaco accetterebbe di candidarsi per solo un paio d’anni?». Ripercorsa, poi, la storia della Val di Cornia, le sue finalità e prospettive, dal Circondario alla ventilata unione dei comuni mai nata: «Se Piombino non ne vuol sapere – ha detto Pioli– e San Vincenzo vuol andare con Castagneto non ci possiamo far niente. Ma credo che la presenza di due comuni di una certa consistenza, Piombino e la nuova fusione, potrebbe anche rivitalizzare le potenzialità del comprensorio reclamate da più parti».

Dopo il sì alla fusione del Pd dei due comuni, che sentiranno i propri iscritti, Pioli ha sottolineato alle associazioni i vantaggi della fusione, con la situazione di Suvereto «sana finanziariamente, ma senza possibilità di garantire in futuro molti servizi, come nidi, trasporti, mensa, assistenza, per l’aggiungersi da quest’anno del patto di stabilità che ci costringerà a cancellare molti investimenti». Con la fusione arriverebbero invece oltre 9 milioni in 10 anni, l’esclusione dal patto di stabilità per un triennio che sbloccherebbe i 7 milioni in sofferenza di Campiglia. Sarebbero garantiti sportelli comunali a Suvereto e una rappresentanza, forse anche eletta. Perplessità sulla fusione sono sulla fiscalità (a Campiglia è più alto l’Imu, ad esempio), sulla persa autonomia, sul sistema di voto con le preferenze che non garantisce rappresentanze col rischio di emarginazione, rappresentando meno di un quinto della popolazione del nuovo comune. Lo stesso sindaco ha paventato il pericolo di una perdita di identità : «L’identità storica però non si mette a tavola e inviterei i detrattori della fusione – ha concluso – ad indicare come garantire certi servizi essenziali per Suvereto».

Michelangelo Pasquinelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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