Sicurezza
Il canile resta un sogno e la Regione rivuole i soldi
Revocato il contributo da 135.000 euro versato nel 2005 alla Comunità montana Doveva servire per la struttura mai realizzata, Comuni obbligati al rimborso
PORTOFERRAIO. Quei soldi sono rimasti sospesi per otto anni, in attesa di essere spesi. Un finanziamento da 135mila euro della Regione, da destinare alla realizzazione del canile comprensoriale, come sconto sul mutuo. Ma gli anni sono passati, gli enti trasformati e disciolti, mentre l’emergenza per gli animali si è acuita. E, soprattutto, il canile è rimasto solo un’idea, bloccato dalle incomprensioni e i contrasti tra le varie amministrazioni. Così, dopo otto anni, la Regione si è mossa per riprendere i soldi versati a suo tempo nelle casse della Comunità montana e, quindi, passati nella disponibilità dei Comuni.
La revoca. Restituire 135mila euro, soprattutto in tempo di crisi, è un gesto che si eviterebbe volentieri. Ma i Comuni elbani non potranno sottrarsi dall’impegno. Questo perché la Regione, con un decreto ad hoc pubblicato a marzo, ha revocato il contributo versato con atto firmato nel 14 maggio del 2005 nelle casse della Comunità montana. I soldi dovevano servire per sostenere, anche solo parzialmente, il mutuo che l’ente avrebbe dovuto accendere per realizzare il canile comprensoriale, per un importo di circa 800mila euro. Ai soldi della Regione si aggiunsero a stretto giro altri 100mila euro del Ministero della Salute, in due tranche da 50mila euro, a fondo perduto. La stessa Comunità montana, nell’ottobre del 2004, approvò la gestione associata del canile comprensoriale nell’ottobre 2004, riconoscendo Capoliveri come capofila. In meno di un anno fu identificata l’area di Colle Reciso, sopra Lacona, dove il canile doveva essere realizzato. Fu perfino concordata la disponibilità della proprietà, la società agricola Beta. I consigli comunali deliberarono gli atti necessari per ricorrere al mutuo. Ma, di fatto, quello stesso mutuo non è mai stato acceso dal Comune di Capoliveri. E i 135mila euro della Regione sono rimasti a disposizione della Comunità montana prima, quindi dell’Unione dei Comuni e, una volta estinta nel 2012, agli stessi Comuni. Oggi la Regione, che ha già provveduto ad informare gli enti elbani, procede al recupero della somma, con quote proporzionali in base al numero degli abitanti di ciascun comune. Un passaggio atteso da tempo ma che segna, simbolicamente, il fallimento della politica comprensoriale dei Comuni, su un tema delicato come quello della difesa dei diritti degli animali. I Comuni avevano un tesoretto prezioso da impiegare per il canile, ma lo stallo amministrativo ha fatto in modo che lo stesso tesoretto andasse in fumo.
Lo scontro. Solo due mesi fa il sindaco Barbetti aveva precisato come il problema principale stesse tutto nell’accensione del mutuo che, secondo il primo cittadino, non poteva ricadere tutto sulle spalle dell’ente capofila. «Tale incombenza bloccherebbe il bilancio comunale», disse Barbetti. Al sindaco di Capoliveri rispose subito il primo cittadino di Portoferraio, Roberto Peria. «Se il problema del canile sta tutto nel mutuo, allora possiamo farne a meno dividendo i costi della struttura tra tutte le amministrazioni», disse Peria. Tutti i sindaci, a inizio febbraio, furono convocati dal viceprefetto Daveti per fare il punto sull’emergenza dei randagi e per discutere proprio del progetto sospeso del canile. Altri incontri si svolgeranno in futuro, ma il canile comprensoriale a Colle Reciso sembra essere tramontato.
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