Il Tirreno

La scritta c’è, ma se il Comune sparisce...

La scritta c’è, ma se il Comune sparisce...

In piazza Dante l’insegna costata diverse migliaia di euro: il referendum può renderla inattuale

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MARINA DI CAMPO. Manca meno di un mese al referendum per il Comune unico, ma a Campo, forse, c’è chi è convinto che gli elbani abbiano già deciso di votare no. La scommessa, almeno a guardare la nuova piazza Dante, è dell’amministrazione guidata da Vanno Segnini. Sebbene sullo sfondo ci sia il possibile riassetto istituzionale dell’isola, il sindaco e i suoi assessori nei giorni scorsi hanno arredato la nuova piazza con una scritta enorme, costata qualche migliaio di euro, con scritto “Comune di Campo nell’Elba”. Ventuno lettere, un apostrofo e undici metri di lunghezza.

Ufficialmente l’insegna serve a far capire che lì c’è la sede del municipio, ma in realtà viene usata anche come panchina. Ebbene fra qualche mese quest’ultima potrebbe diventare la sua unica funzione, visto che il Comune di Campo, qualora prevalesse il sì al referendum, sparirebbe insieme alle altre sette amministrazione elbane. E la scritta che fine fa? Non si sa. Quando è stata comprata, probabilmente, in Comune non avevano preso in considerazione quest’ipotesi. E così, in caso di fusione dei Comuni, la scritta non sarebbe più attuale. Il futuro sindaco dell’Elba, in caso di vittoria del sì, avrebbe diverse possibilità. Potrebbe spezzare la scritta («con una motosega», ironizzano a Marina di Campo) fra “Comune” e “Campo nell’Elba”, lasciando in piazza solo queste ultime lettere. La seconda possibilità è lasciare “Comune” e aggiungere “dell’Elba”, evitando di mettere a bilancio ulteriori risorse e cavandosela unendo i caratteri precedentemente scartati, senza neanche ricorrere a professionisti esterni ma usando tecniche “fai da te”. Lasciare inalterata o rimuovere l’opera (magari per venderla a qualche cittadino interessato) sono ipotesi decisamente più remote. La soluzione migliore, forse, era aspettare il 22 aprile. Dopo il referendum il Comune avrebbe avuto la certezza di prendere la decisione giusta. E mentre con questo acquisto l’amministrazione ha di fatto scommesso sulla vittoria del no, all’interno della stessa maggioranza la diversità di vedute dei consiglieri sul Comune unico sta provocando una frattura interna che preoccupa non poco l’amministrazione.

Stefano Taglione

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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