Il Tirreno

Spaccio in Lucchini, condanne per 10 anni

di Federico Lazzotti
Spaccio in Lucchini, condanne per 10 anni

Il giudice ha assolto due dei sei indagati. L’avvocato Balestrieri: «È caduta buona parte dell’impianto accusatorio»

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LIVORNO. Il processo per lo spaccio di droga anche all'interno dell'acciaieria Lucchini finisce con quattro condanne in abbreviato per un totale di dieci anni e due mesi di carcere, l'assoluzione «perché il fatto non sussiste» di Michele Renzetti, 40 anni, e una sentenza di non luogo a procedere per Roberto Grandi, 47 che aveva scelto il rito ordinario.

La sintesi dell'esito del procedimento dell’inchiesta portata avanti dai carabinieri nel periodo compreso tra l'agosto 2010 e il settembre dello stesso anno e ancora dal gennaio 2012 fino a quando non sono scattati gli arresti, la spiega l'avvocato Franco Balestrieri che in aula ha difeso Marco Pellizzari, 47 anni, considerato il punto di riferimento della presunta rete e condannato per due dei tre campi di imputazione che gli venivano contestati a due anni reclusione e 6mila euro di multa.

«L'entità delle pene - dice il legale - fa cadere buona parte dell'impianto accusatorio che ha sostenuto la presenza di una vera organizzazione che si occupava della vendita di droga all'interno dello stabilimento, e riduce tutto ad una decina di singoli episodi».

Al vertice del sistema - secondo gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Luca Masini - c’era Elhoussine Barakat, marocchino di 29 anni, arrestato l'11 giugno dello scorso anno e ancora detenuto nel carcere di Pisa, quest’ultimo si sarebbe avvalso di due connazionali per movimentare lo stupefacente: Tarik Fardoussi, 27, e Abdelghani Zaidi, 28.

Barakat è stato condannato a tre anni e tre mesi e 12mila euro di multa, Zaidi a tre anni e 12mila euro, mentre Fardoussi a 2 anni e 4 mesi e 12 mila euro. «Illecitamente - si legge nel capo d'imputazione - acquistava da terzi consistenti quantitativi di hashish ed eroina, che deteneva ad evidente fine di spaccio e che cedeva in vendita reiteratamente ed in modo abituale, in cospicue quantità, a diversi spacciatori locali».

È a questo punto che entra in gioco Pellizzari, «in veste di pianificatore ed organizzatore del traffico di stupefacente - si legge negli atti - occupandosi del rifornimento e di gran parte della rivendita al dettaglio della droga».

Per quello che riguarda Pellizzari l’accusa iniziale, parte della quale poi decaduta, lo metteva in concorso con Grandi per lo spaccio all'interno dell'acciaieria. Con il proscioglimento del presunto collaboratore, leggendo la sentenza, restano dunque una decina di episodi di vendita di hashish ed eroina, «in parte all'interno dello stabilimento e in parte in altri luoghi concordati telefonicamente».

Pellizzari è stato invece assolto con Renzetti, che doveva rispondere solo di questo episodio, dalla presunta vendita una ventina di grammi di eroina, suddivisa in quattro dosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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