Gioco
Pasqua, pochi ospiti 40 alberghi su 180 apriranno i battenti
De Ferrari: «Per ora siamo solo al 50% delle prenotazioni» Molte aziende apriranno per il weekend e poi chiuderanno
PORTOFERRAIO. Un ponte di Pasqua con il freno tirato. Non apriranno più di 40 strutture su 180. «Quest’anno la Pasqua viene troppo presto – commenta il presidente dell’associazione albergatori elbani, Massimo de Ferrari – ma abbiamo a disposizione circa 2700 posti letto. Quindi pur in un momento in cui il turismo essenzialmente sarà ridotto l’Elba è a pieno regime dal punto di vista delle aspettative». Le previsioni meteo però non aiutano per cui la disponibilità dei posti nelle strutture aperte è ancora ampia. «Per ora siamo al 50% delle prenotazioni – continua il presidente degli albergatori – naturalmente puntiamo sul last minute, contando sul fatto che l’italiano si decide a prenotare all’ultimo momento. Noi siamo pronti a ricevere i turisti che verranno». La stagione vera e propria però partirà dal ponte del 25 aprile quando le strutture aperte saranno l’80% mentre per avere il 100% bisognerà aspettare metà maggio. «Il mercato italiano è fermo – continua De Ferrari – per cui nella promozione abbiamo cercato di spingere al massimo su quello straniero e le prime indicazioni sono abbastanza positive. La risalita sarà più facile per chi opera con svizzeri, tedeschi e il mercato dell’est che danno segnali di benessere». In una situazione come questa è difficile avanzare previsioni. «Molte attività rimangono chiuse – spiega la presidente di Confcommercio, Franca Rosso – e l’apertura completa è solo in previsione dei prossimi ponti. Il trend comunque sembra positivo». Alcune strutture hanno previsto l’apertura a Pasqua per richiudere subito dopo e tornare ad aprire con il ponte del 25 aprile. «Speriamo in una conferma del turismo italiano – affermano da Confesercenti – e in un incremento di quello straniero. Tutto sommato c’è fiducia nella nuova stagione per nella consapevolezza della crisi». Lo scorso anno la perdita di presenze è stata a due cifre, meno 10%, e quest’anno l’aspettativa, e non poteva essere altrimenti, è di risalire. «L’Elba è diventato il primo mercato per il cittadino svizzero – termina De Ferrari – non solo come numeri ma anche nelle aspettative e questo fa ben sperare».
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