Il dolore
Maggioranza lacerata sul Comune unico
A Marina di Campo amministrazione divisa, il sindaco Vanno Segnini tenta una mediazione
MARINA DI CAMPO. Il sì al Comune unico da parte dei consiglieri di maggioranza Battista, Carpinacci e Giangregorio a Campo continua a far discutere. Il livello dello scontro, seduta dopo seduta, si sta innalzando sempre di più, tanto da far imbarazzare il sindaco Vanno Segnini che ormai veste i panni dell’arbitro. Le due fazioni, la prima a favore e la seconda contro il Comune unico, sposano due idee politiche diverse. Battista, Carpinacci e Giangregorio, persone chiave nell’amministrazione campese, nella lista civica rappresentano il blocco di centro-sinistra. I contrari, capitanati da Leonardo Cervini, Alessandro Dini e Gianluigi Palombi, fanno riferimento all’area di centro-destra, quella che ha fatto sì che il Pdl sponsorizzasse in maniera decisiva Segnini nella corsa a primo cittadino di Campo nell’Elba. Con loro si sono schierati quasi tutti i colleghi di maggioranza, che mantengono tuttavia un profilo più cauto, non critico verso i colleghi favorevoli al Comune unico. Alla lunga, però, il problema politico potrebbe portare alla deflagrazione dei due poli. Tutto è partito a fine 2012. Cervini, Dini, l’ex consigliere Renzo Spinetti e l’assessore allo sport Andrea Giusti, hanno presentato una mozione per discutere, entro venti giorni, il sostegno o l’opposizione al Comune unico. Il sindaco ha preso tempo inserendo la votazione nella seduta del 14 febbraio. L’esito della mozione ha visto Battista, Carpinacci e Giangregorio sposare l’eventuale riassetto istituzionale dell’isola insieme al consigliere di minoranza Lorenzo Lambardi, Emiliano Provenzali astenersi, e il resto della maggioranza opporsi alla proposta del comitato guidato da Gabriele Orsini che, fra l’altro, ha come presidente proprio il consigliere Giangregorio. La diatriba è continuata nella seduta di due giorni fa. All’interno della maggioranza non sono mancati momenti di tensione. Cervini, Dini e Palombi hanno messo in luce il conflitto etico riguardante Battista, Carpinacci e Giangregorio, «vittime e carnefici – sostengono – in caso di soppressione dell’ente». Palombi sostiene che «i consiglieri sono un baluardo a difesa del Comune e non possono volerne la cancellazione. In caso contrario l’esponente di Fli – dovrebbero farsi da parte».
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