Il Tirreno

Un progetto per bonificare Poggio ai Venti

Un progetto per bonificare Poggio ai Venti

E’ stato approvato il piano di caratterizzazione della vecchia discarica in disuso dal 1997

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PIOMBINO. Fu chiusa a fine 1997, è tenuta sotto controllo e lentamente si avvia verso la bonifica.

Per la ex discarica di Poggio ai Venti è stato appena completato il piano di caratterizzazione. Il ministero lo ha approvato e Asiu, a cui il Comune, che ne ha la responsabilità diretta, ha affidato l’intervento, si accinge a predisporre l’elaborato definitivo.

«La situazione è piuttosto complessa e stratificata nel tempo. Di fatto le discariche sono due: una in cui sono stati conferiti i rifiuti negli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, con criteri di smaltimento facilmente immaginabili, soprattutto nelle fasi iniziali. L’altro ambito è stato usato negli anni successivi», spiega l’assessore all’ambiente, Marco Chiarei.

«Il passo preliminare era quello della caratterizzazione. Adesso che questo è stato eseguito, incassando il parere positivo del ministero, il percorso è più scandito», prosegue l’assessore.

L’ok e le linee guida da Roma sono arrivati in questi giorni in Comune.

«Adesso avremo circa sei mesi di tempo per riconsegnare al ministero il progetto di bonifica», aggiunge il presidente Asiu, Fulvio Murzi.

Settembre potrebbe essere il termine più probabile. Poi, il ministero prenderà il suo tempo per individuare eventuali prescrizioni da introdurre nel piano. Quindi, si passerà al progetto esecutivo.

Sui costi, nè Murzi nè Chiarei sono in grado di sbilanciarsi. Dipenderà dalle soluzioni che verranno adottate.

«Il denaro, comunque, è disponibile attraverso i finanziamenti attribuiti per Città futura, che includono anche il risanamento di Poggio ai venti», specifica l’assessore all’ambiente.

La cifra stanziata si aggira su poco meno di due milioni. «Almeno per partire saranno sufficienti. Tutto, lo ripeto, dipenderà dalle soluzioni che saranno individuate. La bonifica - ricorda Murzi - non è un’opzione. Il ministero obbliga ad intervenire».

Il presidente Asiu fa notare anche che mantenere in sicurezza l’area, attraverso la rimozione periodica del percolato e altri interventi che si rendono necessari, ha dei costi.

Risanare, insomma, converrebbe anche dal punto di vista economico.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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