Porto, primo ok del governo al decreto
Prevista una tranche di 73 milioni per le opere necessarie ad ospitare la nave. Un commissario seguirà i lavori d’urgenza
PIOMBINO. La Costa Concordia ha fatto un altro, decisivo, braccio di mare verso il porto di Piombino. Il Consiglio dei ministri ha infatti esaminato ieri mattina, e “approvato salvo intese” lo schema del decreto legge – passato ora al ministro del Tesoro per la verifica dei finanziamenti – per il potenziamento del porto, in modo da metterlo in condizioni di ospitare e smantellare il relitto del Giglio.
L'approvazione del decreto definitivo è stata tuttavia rinviata al prossimo Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi subito dopo Pasqua, sempre che l’attuale governo resti in carica. Se la palla dovesse passare a Bersani, come primo ministro tocchebbe a lui - che tuttavia sembra favorevole al consolidamento industriale di Piombino - dirimere la diatriba che sta coinvolgendo gli stessi gruppi dirigenti del Pd del Lazio e della Toscana.
Un provvedimento d'urgenza, quello preparato dal governo Monti, che fa comunque seguito alla delibera dell'8 marzo scorso, con la quale il Consiglio dei ministri autorizzava il Dipartimento della protezione civile ad esaminare la fattibilità, economica ed ambientale, del progetto presentato dalla Regione Toscana ed assumere tutti i provvedimenti necessari al trasporto ed allo smantellamento della Concordia nel porto di Piombino.
Una determinazione alla quale è seguito un mare di polemiche che hanno coinvolto il presidente delle Regione Lazio Nicola Zingaretti e quello toscano Enrico Rossi. La bozza del decreto sembra dunque spazzar via anche l'interpretazione data alla lettera spedita il 15 marzo dal commissario straordinario per l'emergenza Concordia Franco Gabrielli al ministro Clini, da cui avevano preso le mosse nuove avance di Civitavecchia e Palermo.
Per quanto trapelato, nella bozza del decreto non si fa tuttavia mai riferimento alla Concordia, bensì alla situazione di criticità in cui si trova l'area industriale di Piombino, con i due maggiori stabilimenti, Magona e Lucchini in grave difficoltà. Per realizzare le opere, così come previsto dal piano regolatore portuale già approvato, il decreto metterà disposizione 73 milioni di euro. Di questi 25 già trasferiti al Comune in forza dell'accordo di Bagnoli, 25 a disposizione dell'Autorità portuale, 10,8 stanziati dalla Regione sempre per la bonifica del Sin (sito d'interesse nazionale), 5 dal ministero dell'Ambiente e altri 5 provenienti dal fondo del ministero della Infrastrutture.
Va da sé, come conferma il sindaco Gianni Anselmi, che si tratta di una prima ricognizione delle risorse finanziarie disponibili. I 25 milioni già nelle casse del Comune erano infatti destinati alle bonifiche, a cominciare quelle di Città Futura (13,5) milioni. «Il quadro finanziario è da completare - precisa a questo proposito Anselmi - e si dovrà trovare il modo di avviare le opere in porto salvando le bonifiche».
La chiave, individuata nello schema del decreto, è il riconoscimento di Piombino come area di crisi industriale complessa, che può quindi beneficiare delle risorse previste dall'articolo 27 del decreto Sviluppo, già convertito in legge. Da lì potrebbe arrivare il resto dei finanziamenti, visto che quelli individuati finora sono palesemente insufficienti rispetto a quelli calcolati (circa 160 milioni) per realizzare le infrastrutture, portuali e viarie, necessarie ad accogliere il relitto della Concordia a Piombino.
Tutto comunque dovrebbe concretizzarsi attraverso procedure d'urgenza, tanto che lo schema del decreto prevede la nomina di un commissario ad hoc per consentire la realizzazione dei lavori nei tempi più rapidi possibili.
Per il momento è solo indiscrezione, seppur fondata, ma nella volontà del governo ci sarebbe anche quella di superare l'impasse rappresentato dallo stretto rapporto tra la costruzione della bretella di collegamento al porto di Piombino (prolungamento delle 398 da Montegemoli fino a Gagno, già a carico della Sat) ed il progetto dell'autostrada Tirrenica. In termini concreti, l'avviò del cantiere potrebbe essere anticipato proprio perché ritenuto funzionale al molo da realizzare nell'area Nord del porto. Esattamente quello che, secondo i progetti dell'Autorità portuale, dovrebbe ospitare la Concordia.
Il sindaco Anselmi non si sbilancia nei commenti prima dell'approvazione definitiva del decreto. «Il quadro finanziario – afferma tuttavia – è ancora in movimento. Per quanto ne conosciamo, la bozza fa una prima ricognizione delle risorse ed apre le porte all'applicazione del decreto legge sulle aree di crisi complessa. In questo senso rappresenta una prima fase cui dovrà seguire un accordo di programma per l'individuazione e la destinazione di altre risorse finanziarie. Per avviare i lavori in porto c'è intanto del denaro fresco, i 20 milioni delle Regione (dieci già assegnati al porto, ndr) e i dieci dei ministeri. Per quanto ci riguarda continuiamo al lavorare per consentire nei tempi rapidi l'adeguamento del porto di Piombino».
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