Il dolore
I bus non passano, il Parco teme la crisi
Con la chiusura l’ente ha già perso 1.000 presenze, fioccano le disdette dei gruppi organizzati
RIO MARINA. Il momento è gravissimo per il Parco e per tutta Rio Marina. Lo sa bene Luigi Pieri, presidente del Parco minerario, preoccupato per l’allungamento dei tempi per la riapertura della strada al Piano. Servirà un ponte in calcestruzzo per bypassare la zona impercorribile, ma i lavori - come ha annunciato la Provincia – dovrebbero iniziare solo prima dell’inizio dell’estate. Un danno pesante per l’attività del Parco, tanto che le possibili ripercussioni per l’ente sono state al centro di un incontro avuto dal commissario straordinario Girolamo Bonfissuto in viceprefettura. «Il problema è che gli autobus dei gruppi organizzati non passano con la viabilità alternativa e possono arrivare solo passando dalla Parata – spiega Luigi Pieri, presidente del Parco minerario – abbiamo già perso 1000 presenze rispetto allo scorso anno, con un danno economico di diverse migliaia di euro. Ma non è solo il Parco a poter finire in ginocchio, i nostri stessi utenti dormono negli alberghi, mangiano nei ristoranti di Rio Marina. La chiusura della strada è un danno per tutto il paese».
L’accesso a Rio Marina è garantito grazie alla viabilità alternativa allestita in emergenza dalla Provincia. Ma possono passare solo le auto, mentre gli autobus e i mezzi pesanti devono passare dalla Parata, strada peraltro in pessime condizioni. Quanto al Parco una soluzione possibile, ventilata durante l’ultima assemblea pubblica a Rio Marina, consiste nell’organizzazione di un servizio navetta.
«Gli autobus sarebbero parcheggiati nell’area della Coop e con una navetta, magari col trenino del Parco, potremmo portare i turisti in paese, passando per la bretella alternativa – spiega Pieri – il servizio potrebbe essere esteso anche agli albergatori del paese. È chiaro, però, che il Parco non è in grado di sostenere da solo le spese di tale servizio aggiuntivo».
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