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Fusione Suvereto-Campiglia: parte l’iter

Fusione Suvereto-Campiglia: parte l’iter

In programma nei prossimi giorni un’assemblea pubblica e il primo passaggio in consiglio comunale

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SUVERETO. Fusione, convenzione o unione dei comuni di Campiglia e Suvereto? Appena sollevato il problema già partono iter burocratici per assolvere agli obblighi della legge 135, nota come “Spending Review 2”, per l’accorpamento di funzioni dei Comuni allo scopo di risparmiare denaro pubblico destinandolo ad investimenti.

A Suvereto già stasera il sindaco ha convocato le associazioni per illustrare la situazione, mentre è in programma per mercoledì 3 aprile una prima assemblea pubblica. Venerdì 5 il consiglio delibererà la terza funzione da mettere in comune subito con Campiglia (il catasto) per ottemperare alla legge, insieme alla richiesta alla Regione Toscana per avviare l’iter per la fusione dei due Comuni. La seconda parte del consiglio sarà invece aperta agli interventi dei cittadini.

«Questo non vuol dire che abbiamo già deciso di andare verso la fusione – tiene a precisare il sindaco Pioli – ma la delibera è necessaria per poter intraprendere l’eventuale trafila della fusione, con i sei mesi di tempo prima del referendum fra i cittadini. Sottolineo perciò che nulla è stato deciso, anche se entro l’anno dovremmo obbligatoriamente mettere insieme le altre funzioni, tranne l’anagrafe. Quindi sceglieremo insieme alla popolazione fra le tre possibilità: l’associazione per convenzione, l’unione dei comuni o la fusione».

Dalla più semplice soluzione della convenzione si passa all’unione dei comuni che prevede un organismo comprendente i sindaci e una rappresentanza consiliare dei due entu; mentre quella più “definitiva” è senza dubbio la fusione. Vi si arriverebbe dopo un referendum a settembre e in caso di vittoria del “sì”, commissariamento e elezioni a primavera 2014, con un nuovo Comune di Campiglia-Suvereto. Senza dimenticare Venturina, che dei tre centri è senza dubbio il più importante.

Il dilemma è emerso dalle acque della politica comprensoriale che sembra ora abbandonare anni di enfasi verso le prospettive economico-sociali dell’intera Val Cornia. Si puntava sulla valorizzazione di potenzialità turistiche ed economiche che coniugassero il mare, i parchi, l’agricoltura, i centri storici e l’ambiente, in un'unica offerta, mentre dal Circondario si è passati alla possibile Unione dei comuni, fino alla fuga a sud di Piombino, verso la provincia di Grosseto, e a nord di San Vincenzo. Il sindaco Pioli sottolinea come nulla sia ancora deciso a livello istituzionale, mentre il Pd suveretano e campigliese non ha dubbi e punta tutto sulla fusione che porterebbe significativi vantaggi economici.

Michelangelo Pasquinelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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