Gioco
I fiorai contro gli ambulanti per le piantine date in dono
PIOMBINO. Fiori, ma con le spine. Almeno metaforiche. Sì, perché l’iniziativa con cui al mercato straordinario di Pasqua della scorsa domenica gli ambulanti regalavano primule alla clientela, proprio...
PIOMBINO. Fiori, ma con le spine. Almeno metaforiche. Sì, perché l’iniziativa con cui al mercato straordinario di Pasqua della scorsa domenica gli ambulanti regalavano primule alla clientela, proprio non è andata giù ai fioristi. «Ma come? - si sono chiesti - Tutti viviamo un periodo di crisi, ma non è chiara la motivazione per cui dei colleghi debbano mettersi a regalare dei prodotti che non appartengono alle loro categorie commerciali». I fiorai, spiega Daniela Pighetti, titolare di un’azienda storica del centro, «vivono questo problema già da diversi anni, in modo particolare durante le feste, quando l’aspettativa di vendere qualcosa in più viene vanificata da iniziative così». Il mercato era stato organizzato dalle associazioni Anva e Fiva, che rispondono rispettivamente alla Confesercenti e alla Confcommercio. «Quelle associazioni di categoria - prosegue Pighetti - che dovrebbero tutelarci, e invece, che cosa fanno? Avallano questo tipo di manifestazioni, che al contrario ci danneggiano». Pighetti non nasconde l’amarezza per non aver ricevuto, lei come altri fioristi, neanche un contatto per poter eventualmente collaborare al mercato: «Non avremmo accettato, è chiaro, ma almeno una telefonata avrebbero potuto farcela. Senza contare che la nostra categoria ha vari problemi: dalle iniziative di beneficenza in cui vengono offerte delle piante per le quali viene fissato un vero e proprio prezzo e poi, soprattutto, l’abusivismo di indiani e pakistani che se ne vanno in giro indisturbati per strade e ristoranti a vendere fiori. Lo sa, invece, che qui da noi la Finanza viene quasi tutti i giorni?».
«Ma se si trattava di una piantina che al massimo costerà 30 centesimi! - replica Adeanna Grilli per Confesercenti - I fioristi avrebbero ragione se l’omaggio fosse stato una composizione di chissà quale peso: si infuriano a sproposito se il problema è un vasettino che ha lo stesso valore delle caramelle distribuite da Babbo Natale». «Certo, sarà anche una piantina - risponde Pighetti - ma segna comunque una perdita per noi, soprattutto di questi tempi. Giusto e opportuno sarebbe che ciascuno regalasse la propria merce e non quella degli altri». Gli ambulanti, ribatte Grilli, volevano solo porgere un piccolo omaggio ai visitatori. «Evitiamo queste guerre fra poveri - aggiunge - Se proprio i fioristi debbono prendersela con qualcuno, che se la prendano con la grande distribuzione, che mette in vendita di tutto.». «Mi dispiace - commenta infine Luca Pallini, assessore alle attività produttive - A me l’idea era sembrata carina: un piccolo gesto di accoglienza, apprezzato soprattutto da chi viene da fuori. Non credo possa incidere più di tanto nel bilancio dei fioristi».
Melisanda Massei Autunnali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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