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Grosseto o Livorno, al via i lavori della commissione

Grosseto o Livorno, al via i lavori della commissione

Comincerà domani il ciclo di audizioni con cui verrà valutata l’ipotesi del cambiamento della provincia

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PIOMBINO. Il bivio tra Livorno e Grosseto si comincia a materializzare. La commissione speciale istituita dal consiglio comunale si è messa al lavoro per acquisire l’insieme di elementi su cui partiti e cittadini si esprimeranno.

Dopo dibattiti, raccolte di firme a favore e polemiche, prende forma il percorso istituzionale sull’ipotesi di cambio della provincia.

La prima audizione è fissata per domani. Sarà il segretario generale del Comune, Maria Luisa Massai, ad essere ascoltata. E non è un caso. La dirigente dovrà chiarire i passaggi che scandiranno l’iter nell’eventualità che la decisione guardi a sud.

Subito dopo, sarà la volta del presidente dell’Autorità portuale. Luciano Guerrieri spiegherà le ragioni per le quali il cambiamento sarebbe auspicabile. E’ questa, infatti, l’opinione prevalente tra gli operatori dello scalo secondo i quali abbandonare Livorno doterebbe di una marcia in più la nostra economia marittima.

Guida la commissione speciale Claudio Capuano, capogruppo Pd. Che una cosa tiene a precisare: «Al termine delle audizioni non ci saranno pareri da esprimere. D’accordo con i colleghi degli altri gruppi, tutti rappresentati all’interno, abbiamo deciso di ottenere più elementi possibili da consegnare alle valutazioni dei partiti, chiamati poi a votare in consiglio».

La mole di materiale da acquisire è ampia. Dal 3 al 12 aprile sono programmate cinque sedute in cui ascoltare più soggetti: dai rappresentanti delle società partecipate ai sindacati, dalle scuole all’Asl. E poi, le associazioni di categoria e quelle impegnate sul versante turistico. Alle forze dell’ordine sono state chieste delle note.

Al termine, prevedibilmente il 16 aprile, verrà promossa un’assemblea pubblica durante la quale saranno presentati i risultati degli incontri e ascoltati i cittadini. «E’ possibile che il consiglio comunale sia chiamato a deliberare entro fine aprile. Approfondire prima entrambi i profili, sia del sì che del no, aiuterà tutti ad esprimersi con maggiore cognizione di causa», aggiunge Capuano, sottolineando la neutralità del lavoro della commissione.

Nel caso in cui il consiglio comunale optasse per la svolta, resterebbero da chiarire le fasi successive. Se è previsto un referendum, ad esempio. Di sicuro c’è che Grosseto dovrà formalizzare il suo placet e che il parlamento dovrà approvare una legge.

Un’ultima battuta Capuano la riserva a chi pensa si tratti di un lavoro inutile perchè le province sono destinate, prima o poi, a scomparire: «Se anche fosse - chiude - , l’insieme di materiale raccolto potrà indirizzare scelte importanti per lo sviluppo della città e del comprensorio. Scelte che superano i confini burocratici».

Valeria Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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