Il Tirreno

Approdo in concessione, una gara per la gestione

Approdo in concessione, una gara per la gestione

L’importo fissato è di 180mila euro oltre alle spese per il canone demaniale Il prezzo base d’asta è il triplo di quello applicato nello scalo di Marciana Marina

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. Il Comune ha deciso: l’approdo turistico non è più di competenza esclusiva della società partecipata D’Alarcon ma verrà dato in concessione. L’amministrazione Simoni ha pubblicato la gara per la gestione dell’approdo, dichiarando come importo a base d’asta 180mila euro annui oltre a 10mila di canone demaniale. Cifra più che tripla rispetto ai 60mila euro con la quale la Cantiere Navale Golfo di Mola si è aggiudicata la gestione del porto di Marciana Marina, forse più attrattivo per i molti diportisti che vogliono spostarsi fra Elba, Corsica e Sardegna. Il contratto di concessione è di due anni. Le aziende interessate possono concorrere alla gara fino al 24 aprile, dopodiché verranno aperte le buste e sarà corsa contro il tempo per partire con la gestione definitiva entro l’estate. Di sicuro ill Comune vuole dare in affidamento il porto ad un’azienda solida, i criteri per partecipare al bando sono selettivi. Le società interessate, negli ultimi tre anni, devono aver gestito un porto di almeno 140 posti barca (a Porto Azzurro ce ne sono 101, a Marciana Marina 98) e aver fatturato un minimo di due milioni di euro. Se questo criterio lo avesse adottato anche il Comune guidato dal sindaco Andrea Ciumei, la cordata di imprenditori elbani Torre Medicea (il concorrente ad aver fatto la miglior offerta, neutralizzata da una documentazione incompleta che ne ha decretato l’esclusione) non avrebbe potuto neanche partecipare alla gara per il porto marinese. Regole chiare per le tariffe. Nel mese di agosto per le barche da 8 a 15 metri, a Porto Azzurro, i listini sono mediamente più economici che a Portoferraio. Se ormeggiare un’imbarcazione fra i 10 e i 12 metri nel capoluogo costa 81 euro, a Porto Azzurro ne chiedono “solo” 70. A luglio il divario aumenta: la giunta Peria li lascia invariati, l’amministrazione Simoni li abbassa a 55 euro.

A Portoferraio, però, gli scaglioni sono più precisi, per cui le imbarcazioni sotto gli 8 metri risparmiano. Risparmio che diventa la normalità per tutte le barche negli altri dieci mesi dell’anno. Ma i proprietari dei grandi natanti a Porto Azzurro spendono molto di più anche ad agosto. Ormeggiare un panfilo da 22 a 24 metri costa 250 euro al giorno, contro i 182 di Portoferraio. Si tratta del 27,2% in più. A luglio il conto scende a 220 euro.

(s.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa