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Accordo tra Comune e “La Rocchetta” La pedana resta lì

PIOMBINO. «La pedana non possiamo spostarla, inconcepibile fermarsi a maggio. Ma non c’è nessuna novità: da tempo era stato deciso così». Esigenze, ma anche accordi nero su bianco. Hanno le idee...

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PIOMBINO. «La pedana non possiamo spostarla, inconcepibile fermarsi a maggio. Ma non c’è nessuna novità: da tempo era stato deciso così». Esigenze, ma anche accordi nero su bianco. Hanno le idee chiare i due gestori del bar ristorante “La Rocchetta”, Corrado Ottanelli e Davide Govi: la struttura in legno che si trova davanti al locale, spiegano, non sarà rimossa, per adesso, non solo per questioni di buon senso dal punto di vista turistico e commerciale, ma perché esiste una convenzione da loro stipulata con il Comune prima ancora che i lavori di piazza Bovio cominciassero.

La previsione delle fasi finali dell’intervento sulla piazza dovrebbe attestarsi intorno all’inizio di maggio. La conformazione stessa impedisce di pensare che la ditta Edilbrizzi avrebbe potuto cominciare a lavorare partendo dall’area del bar ristorante. Dunque lavori dal faro in avanti, con la conseguenza che l’ultimo tratto sul quale porre la pavimentazione sarà proprio quello antistante il bar ristorante, sul quale si appoggia una struttura di legno alta un metro e 35 e ampia 76 metri quadri.

«Rimuoverla non è semplice – spiegano – Toglierla, piazzare le lastre e poi rimetterla porterebbe via un sacco di tempo, rischiando di non essere pronti per l’inizio di giugno. Abbiamo sempre avuto una collaborazione molto stretta col Comune, proprietario del locale, che noi abbiamo in affitto, e il nostro interesse è che la piazza sia pronta il prima possibile».

La struttura è stata realizzata con un legno particolare, e una volta rimossa occorre procurarsene un’altra, per una cifra che si aggira sui 30mila euro. «Onere pesante – spiegano i gestori, che secondo l’accordo dovrebbero farsi carico anche delle spese di pavimentazione – Come pattuito con l’amministrazione, finché la struttura si può, si mantiene».

Nessun problema, dunque, se non fosse che i cittadini del percorso partecipato (quelli che hanno l’incarico di vigilare sui lavori) non sembrano contenti dalla prospettiva di uno stacco cromatico tra la nuova pavimentazione e la vecchia. «Ma se non si vede niente! – rispondono Govi e Ottanelli – La pavimentazione vecchia sta sotto la pedana: quella nuova arriva fino al limite della struttura, differenza impercettibile. E poi, lo ripetiamo, c’è una convenzione precisa con l’amministrazione, stipulata da tempo».

Solitamente “La Rocchetta” vede crescere il flusso di avventori all’inizio di maggio. Il Comune ha già annunciato che la piazza verrà restituita ai cittadini alla fine del mese, il che significa almeno una ventina di giorni di lavoro perduti. «Non ha importanza – concludono – È il dazio da pagare per una piazza nuova, che sarà un vero gioiello e valorizzerà la città. Piazza alla quale noi, da quattro anni, diamo un servizio».

Melisanda Massei Autunnali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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