Il Tirreno

Orsini, il comunone e le dittarelle elbane Scoppia la polemica

Orsini, il comunone e le dittarelle elbane Scoppia la polemica

Il portavoce: trattative “amichevoli” tra le imprese e gli enti Il fronte del no: ci offende, le associazioni intervengano

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Imprese pane e salame contro potenti ditte del continente, amichevoli trattative contro appaltoni, fino ai “comunelli” opposti al “comunone”. Tutti termini coloriti che tuttavia, a un mese esatto dal referendum sul Comune unico, nascondono una contrapposizione fin troppo seria, relativa al cuore del sistema economico dell’isola. E le polemiche, dopo l’ultimo intervento del portavoce del comitato del sì, Gabriele Orsini, non si sono fatte attendere.

Orsini ha usato una spiccata verve polemica per criticare le considerazioni economiche del fronte del no, preoccupato per le conseguenze dell’unificazione amministrativa sul sistema imprenditoriale elbano. In gergo calcistico avremmo parlato di un’entrata a gamba tesa. «Si sostiene che il comunone farebbe degli appaltoni – ha detto Orsini – e quindi le nostre dittarelle locali non sarebbero in grado di partecipare e soccomberebbero di fronte alle potenti ditte del continente che metterebbero alla fame l’imprenditoria elbana usa invece alle amichevoli trattative private degli otto comunelli che garantivano pane e salame a tutti e che ora non sono più in grado di fornirne».

Con l’intervento Orsini intendeva smontare una visione definita come protezionistica dell’economia elbana, superabile - secondo il comitato promotore del Comune unico – grazie all’unificazione e alla semplificazione amministrativa. Ma le frasi usate dal portavoce sono state ritenute «offensive» dal fronte del no e hanno scatenato una girandola di repliche, fino alla presa posizione ufficiale dei quattro sindaci Anna Bulgaresi, Luca Simoni, Andrea Ciumei e Vanno Segnini. «Chiediamo che tutte le associazioni di categoria prendano le distanze da quanto affermato e si dissocino con un comunicato ufficiale dalle parole e dai pensieri di chi, ogni giorno di più, dimostra di volere il male dell’isola. Come sindaci ci sentiamo, poi, personalmente offesi: non siamo mai stati né mai saremo protagonisti di amichevoli trattative private e sfidiamo Orsini a mettere in discussione la nostra onestà».

Sull’argomento si erano già espressi Roberto Marini e Adalberto Bertucci, per il fronte del no, che avevano criticato il «disprezzo» nelle parole di Orsini mentre il Pd, per voce di un suo coordinatore Michele Rampini, pur prendendo atto del “colore” dell’intervento di Orsini, ha ribadito come quello delle dimensioni e della capacità operativa delle imprese elbane sia un problema penalizzante per l’isola, superabile con l’introduzione del Comune unico. E, come accade spesso, il confine tra la polemica e la strumentalizzazione politico-elettorale è molto sottile. Quel che è certo è che, a un mese dal voto, i toni si sono alzati, fin troppo secondo alcuni. E le polemiche, troppo spesso, finiscono per far passare in secondo piano i temi su cui dovrebbero ragionare gli elettori che il prossimo 21 e 22 aprile sceglieranno il nuovo assetto dell’isola. «Le divisioni sono l'inevitabile copione di chi non ha una reale visione dei problemi – spiega l’ex sindaco di Rio Marina Paola Mancuso – né tanto meno delle soluzioni e proprio per questo stenta ad abbandonare il porto sicuro di una vecchia politica incapace di cambiare o di affrontare il mare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web