Il Tirreno

Lucchini, primi contatti con i possibili acquirenti

di Giorgio Pasquinucci
Lucchini, primi contatti con i possibili acquirenti

Si fa il nome di un gruppo minerario brasiliano ma l’azienda non conferma Bajetti riorganizza la rete commerciale, i prezzi però sono ancora troppo bassi

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. La Lucchini sta in questo momento cercando di recuperare il mercato, che ancora presenta difficoltà, più che sui volumi su prezzi poco remunerativi. In questi tre mesi di amministrazione straordinaria, il nuovo direttore commerciale Giovanni Bajetti sembra abbia lavorato molto per restituire fiducia ai clienti e anche le poche dichiarazione del commissario Piero Nardi confermano che i clienti tradizionali della Lucchini, per prime le Ferrovia dello Stato, stanno dando riposte positive.

Alcuni importanti contratti per la fornitura di rotaie sono stati firmati nei primi due mesi dell’anno con gli Emirati Arabi, la Romania, la Turchia e l’Algeria. Tutto questo, insieme ad una ripresa delle vendite di vergella -proprio a causa dei bassi prezzi -non sembra sufficiente a far quadrare del tutto i conti, nonostante il congelamento del debito con il subentro dell’amministrazione straordinaria.

L’azienda in questo periodo è più riservata che mai, tuttavia il commissario Nardi ha iniziato anche a sondare il terreno sul fronte degli eventuali acquirenti. Soggetti industriali e non Fondi d’investimento, che potrebbero mettere in sinergia gli asset di cui dispongono con la Lucchini che, ormai è chiaro, può risolvere i suoi problemi solo sé si troverà all’interno di un grande gruppo. In alcuni ambienti circola la voce dell’interessamento di un gruppo minerario brasiliano, ma l’azienda non conferma e non smentisce. Quello che invece tiene a far sapere è che ci sono diversi contatti in corso. Alcune delegazioni, anche di soggetti che si erano già presentati in passato, hanno visitato gli impianti o comunque richiesto informazioni.

Tutto questo in vista di due scadenze importanti: il programma che il commissario Nardi dovrà presentare a giugno, data di scadenza della prima parte del suo mandato di cui già si ipotizza la proroga, e i provvedimenti che il commissario europeo all’industria Antonio Tajani sta preparando per difendere l’intera siderurgia comunitaria, che da un trentennio non può ricevere aiuti diretti dagli stati nazionali ma che è nel contempo esposta alla aggressività dei paesi emergenti, senza capacità di innovare impianti e prodotti.

La ripresa produttiva, con le difficoltà incontrate a rimettere in marcia l’altoforno, e la ricognizione dei crediti e debiti dell’azienda, hanno assorbito in questi primi mesi gran parte del lavoro del commissario, in stretto contatto con il comitato di sorveglianza, presieduto da Corrado Calabrò, che di fatto sta funzionando come un consiglio d’amministrazione.

Le pedine cominceranno a spostarsi nelle prossime settimane, con il lavoro do preparazione del programma che sembra andare di pari passo con lo sforzo di ricercare un acquirente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa