Il Tirreno

la polemica

Parco e Legambiente ai ferri corti per la gara di enduro

Parco e Legambiente ai ferri corti per la gara di enduro

PORTOFERRAIO. Le regole dicono che la circolazione sulle strade, ai sensi del codice della strada è consentita, salvo specifiche limitazioni segnalate sul posto a qualunque veicolo a motore. È un...

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Le regole dicono che la circolazione sulle strade, ai sensi del codice della strada è consentita, salvo specifiche limitazioni segnalate sul posto a qualunque veicolo a motore. È un concetto chiaro quello che Giampiero Sammuri rivolge a Legambiente sulla gara di enduro dentro il Parco prevista per il 25 marzo. La stessa Legambiente che non aveva esitato ad attaccare il presidente per aver concesso il nullaosta alla manifestazione sportiva. Il botta e risposta tra l’associazione e il presidente non è servito, a quanto pare, per ricomporre le rispettive posizioni. L’oggetto della discordia è la gara di enduro che si terrà dentro i confini del Parco, per il quale l’ente ha concesso l’autorizzazione. «Si svolgerà su strade e non fuori (infatti alcuni tratti proposti dagli organizzatori non sono stati autorizzati in quanto non ricadenti su strade) – afferma Sammuri – «posto che le limitazioni le può porre il titolare della strada: Stato, Provincia o Comune a seconda dei casi, lo può fare anche un parco? La risposta è sì. Certo che lo può fare. Infatti nel parco della Maremma, che, come è noto ho presieduto per 12 anni, ci sono strade asfaltate larghe 4 metri che sono totalmente chiuse al traffico veicolare con esclusione dei mezzi di servizio e di soccorso, non parliamo di quelle sterrate. Ma per farlo il Parco nazionale dell’Arcipelago deve avere gli strumenti, ovvero un piano del parco e un regolamento che impongano delle regole da seguire. Il Parco il regolamento non lo ha e nel piano nelle zone B è consentito ‘il transito dei mezzi motorizzati sui sentieri, fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate dai servizi di pubblico passaggio, e private».

La risposta di Legambiente è stata immediata. «La sua risposta non convince per diversi aspetti. Innanzitutto non si tratta di autorizzare il semplice passaggio di moto all’interno dell’area protetta, quanto dare il nullaosta ad una gara. Il Parco aveva tutto il potere di negarlo – dice Legambiente - invece lo ha concesso, non tenendo conto dei pareri negativi espressi da presidenti e direttivi precedenti». Ma non basta. «Secondo le cartografie in nostro possesso – continua Legambiente – anche se è vero che il Parco ha negato l’accesso a un tratto molto delicato, Forcioni e Santa Rita, è stato concesso alla gara motoristica di percorrere strade sterrate anche chiuse al traffico con tanto di divieto di accesso. Ci chiediamo come sia possibile dare una simile deroga all’interno di un’area protetta. ». Posizioni differenti, insomma, che non accennano a ricomporsi. Tanto che, con un’ulteriore nota, Sammuri ha ribadito l’impossibilità a negare il nullaosta per la gara, non avendo il piano del Parco una regola che preclude alle moto il passaggio lungo le strade all’interno del Parco, consentito 365 giorni all’anno. Quando la pubblica amministrazione nega a un cittadino una cosa che sarebbe invece possibile fa un abuso di potere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa