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«La Concordia dove vuole il governo»

«La Concordia dove vuole il governo»

Costa Crociere s’impegna a scegliere il porto di smaltimento in accordo con le autorità e nel rispetto dell’ambiente

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PIOMBINO. La Costa Crociere rompe il silenzio seguito al provvedimento del consiglio dei ministri dell’8 marzo che indicava Piombino come porto di smantellamento della Concordia. «La decisione relativa alla scelta delle modalità di trasporto e la definizione del sito che dovrà accogliere il relitto della Concordia per le attività di smaltimento e riciclo – fa sapere la compagnia – sarà presa nel pieno rispetto delle leggi e delle norme applicabili, in stretto coordinamento con le autorità all’uopo delegate».

La Costa, dunque, si atterrà alle decisioni del governo «in accordo con le autorità delegate, tenendo in particolare considerazione la sicurezza del trasporto e la protezione dell’ambiente. Uno studio approfondito per selezionare la soluzione più appropriata – prosegue – è condiviso costantemente con le autorità».

Dall’ottobre scorso Costa Crociere ha in mano lo studio presentato dall’Autorità portuale di Piombino. Nonostante ciò aveva avanzato allo stesso tavolo del governo ipotesi alternative, come quella di trasportare la nave nel porto turco di Aliaga. È dunque la prima volta che la Costa manifesta la sua disponibilità ad agire in pieno accordo con il ministero e con la Regione, alla quale - come ha ribadito lo stesso Clini - competono le autorizzazioni sul trasferimento del relitto-rifiuto in un porto extraeuropeo.

Clini definisce intanto falsa l’affermazione secondo la quale «verranno spesi 150 milioni di fondi pubblici per smaltire la Concordia. La Regione – spiega Clini – alla fine del 2012 ha indicato il sito più vicino (il porto di Piombino) e ha presentato un progetto puntuale per lo smantellamento ed il recupero dei materiali del relitto, valorizzando le competenze industriali dell’area siderurgica. I costi dello smantellamento – chiarisce – sono a carico della Costa. Mentre sono a carico delle autorità competenti gli interventi, già previsti e approvati del piano regolatore, per l’adeguamento di fondali e banchine ai fini delle attività del porto di Piombino».

«La realizzazione di questi interventi – sottolinea Clini – rende possibili anche le operazioni sulla Concordia, ma non è finalizzata a queste operazioni». E nel mandato affidato al commissario Gabrielli, secondo il ministro, rientra la verifica di fattibilità del progetto della Regione. In particolare per accertare se i lavori - per i quali sono disponibili le risorse finanziarie - possono essere completati in tempo utile per consentire il ricovero del relitto per la fine di ottobre».

Anche sulla questione del commissario Clini è esplicito: «Non capisco perché il prefetto Gabrielli possa sovrintendere alle operazioni che Costa Crociere sta realizzando al, ma non quelle, nell’ambito dello stesso stato di emergenza, che l’Autorità portuale deve realizzare a Piombino».

E all’obiettivo di individuare le risorse per le opere nel porto era indirizzato l’incontro che il sindaco Anselmi ha avuto lunedì col ministro dello Sviluppo Passera. «Stiamo lavorando per accelerare la realizzazione delle strutture – dice Anselmi – che hanno un valore in sé, oltre a dare la possibilità di accogliere la Concordia». Un incontro propedeutico, dunque, alla emanazione del decreto che interesserà Piombino. «Altra cosa – sostiene il sindaco è lo smantellamento della nave al quale dovremo prestare molta attenzione in termini di sicurezza. Certo – conclude – se ora tutti vogliono la Concordia vuol dire che è un’opportunità. Se il problema è la nave, le preoccupazioni che si sollevano per Piombino sono le stesse di qualsiasi altro luogo. L’impressione è che qualcuno, più che alla Concordia, sia contrario di sviluppo del porto». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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