Gioco
Altri due panettoni di cemento firmati Red Skull
L’anonimo artista colpisce ancora, stavolta sulla Principessa Intanto le sue opere girano sul web e raccolgono consensi
SAN VINCENZO. Red Skull - l’anonimo artista che dà vita, attraverso la pittura, ai centinaia di panettoni di cemento sparsi qua e là per San Vincenzo – non ferma la propria azione. Siamo stati fermati da due giovani coniugi fiorentini che ci hanno chiesto dove si trovassero le “opere” di Red Skull che avevano potuto ammirare sul web. Ci viene il sospetto che i panettoni di cemento dipinti da Red Skull possano diventare un’attrazione per i turisti. Sono indubbiamente belli, gradevoli e simpatici, tanto che la stessa amministrazione comunale sembra decisa a non intervenire cancellandone le artistiche gesta. Sul web, le foto dei panettoni di cemento dipinti circolano da mesi provocando centinaia di commenti positivi. Insomma, ciò che fa Red Skull piace. Su via della Principessa, lato monte e lato mare, a non molto dall’entrata dei Lecci, troviamo i due nuovi messaggi di Red Skull che da tempo ci aspettavamo. Sul lato monte, un panettone di cemento reca una scritta inequivocabile sul capo di uno di questi piccoli personaggi fantastici che sembrano vivere e addirittura muoversi per il paese: “Stop al cemento!”. Che l’artista anonimo volesse significare questo con le sue opere era venuto in mente a più d’uno. Sul lato mare, quasi all’ingresso del Park Hotel I Lecci, il cordolo giallo di separazione tra la carreggiata e la pista ciclabile è diventato un lungo serpente a prima vista velenoso, con tanto di lingua a fuoriuscire da una surreale bocca fino a strascicarsi e biforcarsi sul manto stradale. Questa nuova opera è firmata non solo “RS” (Red Skull), ma anche PM (non sappiamo che cosa significhi, ma desumiamo che gli autori siano due). Il centro urbano è pieno di panettoni dipinti e più volte, sulla vecchia Aurelia, abbiamo visto auto fermarsi a fotografarli. Sebbene sappiamo che la legge punirebbe l’anonimo artista con una multa, ci colpiscono la delicatezza e la sensibilità del suo messaggio, estremamente poetico, che non mira a distruggere quanto piuttosto a rendere più belle cose che, di per sé, hanno davvero poco di esteticamente gradevole. Qualcosa di analogo al movimento della “Acción poética” operante da alcuni anni nelle città dell’America Latina, dove il cemento (muri, strade, ecc.) serve ai writers latinoamericani per lanciare forti messaggi simbolici alle comunità e alla politica. Il simbolo scelto da Red Skull, reso divertente e simpatico, ha tuttavia una forza dirompente: il panettone di cemento, spesso collocato senza molta ragione un po’ dovunque per delimitare rotonde o interdire il passaggio, quando magari basterebbero segnalazioni diverse e meno impattanti, è stato assunto dall’artista anonimo a icona del consumo di territorio, giunto a San Vincenzo al 20% circa a fronte di una media regionale di poco superiore al 4%. Ha fatto danni lo sconosciuto Red Skull? Crediamo di no, come in moltissimi in rete. Anzi. Ha reso più gradevole il cemento, ha scosso forse qualche coscienza, non ha distrutto niente.
Paolo Federighi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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