Il Tirreno

verso il referendum

Comune unico, ora sono scintille

Il convegno ai Vigilanti si accende con lo scontro tra Orsini e Marini

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PORTOFERRAIO. Una serata per parlare delle possibili opportunità o degli svantaggi che arriverebbero con il comune unico. Tre ore di discussione per esprimere le ragioni del sì e del no con momenti anche di tensione. L’occasione è stata l’incontro “comune unico, parliamone”, organizzato al teatro dei Vigilanti dalle associazioni di categoria e Teleelba. Numerosi gli spettatori che hanno partecipato all’incontro e che si sono fatti sentire in alcuni momenti piuttosto caldi del dibattito, iniziato all’insegna della distensione e del confronto pacato ma che non ha tardato a scaldarsi e ad infuocare la discussione, sfociando in uno scontro verbale piuttosto acceso. Protagonisti Roberto Marini del comitato del no al comune unico e Gabriele Orsini coordinatore del comitato promotore. Tutto è partito dalle possibilità di finanziamento che i promotori del sì dicono ingenti, e che i fautori del no, negano. Qui la dialettica tra i due ha abbandonato il tema della serata per infilarsi in una diatriba personale. Rientrati nei ranghi i due, sono comunque apparse definite le contrapposizioni tra i due schieramenti dei favorevoli e dei contrari alla semplificazione amministrativa e, nonostante le buone intenzioni dichiarate, abbastanza agguerriti nelle cinque settimane che ci separano dal referendum consultivo previsto per il 21 e 22 aprile prossimo. Perdita di identità e di autonomia per il comune, periferizzazione e lontananza dell’ente dai cittadini, mancanza di fondi, sono state le obiezioni principali del fronte del no. Un nuovo sistema Elba, strumenti unitari, maggiore rappresentatività, semplificazione e, in fondo, possibilità di risparmio, i punti cardine dei favorevoli all’unico comune. Una convinzione ha unito i protagonisti della serata: o l’Elba andrà verso un comune solo, o dovrà pensare forme di gestione associata obbligatorie per dare una svolta all’Elba, anche se i tentativi esperiti in questa direzione fino ad oggi sono miseramente falliti: ultima la gestione associata che stenta a decollare nonostante il parere favorevole ricevuto di tutti i comuni elbani. «L’obiettivo del territorio è crescere e non contrapporsi in polemiche sterili», ha commentato Roberto Marini. «Se approfittiamo della crisi per fare tutti i cambiamenti necessari – ha concluso Marco Mantovani, patron Locman – saremo innovativi».

Antonella Danesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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