Sicurezza
S.Vincenzo non è un paese per disabili
Disatteso il piano per l’abbattimento delle barriere elettroniche. Porto, stazione zona blu e Principessa nel mirino
PIOMBINO. La vita dei disabili a San Vincenzo no è delle migliori. Bats fare una passeggiata per il paese per rendersene conto. Molti sono i punti di disagio o inaccessibilità: dove dovrebbero esserci rampe ci sono solo scale, poche sono le pedane che consentano ai disabili di entrare nei negozi della zona blu (in larga parte con scalini, e neanche bassi), via della Principessa non a norma e quant’altro.
La lista sarebbe lunga. Lunga e annosa come la ricerca di collaborazione con il Comune da parte del sanvincenzino Pino Guarna, presidente dell’associazione “In viaggio con noi”, in prima linea da anni nella battaglia per il riconoscimento dei diritti dei diversamente abili.
Partiamo dalla zona pedonale. Il proliferare in questi anni, nella zona blu, di gazebo, tavoli, sedie e ostacoli di ogni tipo, ha aumentato i disagi per i disabili (e per mamme con passeggini ecc.).
Andiamo al porto turistico, inaugurato nel 2010: scalini e “scaloni” sparsi qua e là per la piazza Unità d’Italia e scalinate inaccessibili. Stesso discorso su via della Principessa, dove non c’è spazio per chi scende dagli autobus (in parte privi di pedana) sul lato mare, con davanti il cordolo giallo della ciclopista. Sul lato monte, la banchina è in vari tratti stretta e terminante in fossati. Scarseggiano le strisce pedonali e i comodi accessi alla spiaggia.
Qua e là, nel rione Paese Nuovo, varie strisce di attraversamento pedonale terminano su marciapiedi, pali o panchine.
Della stazione ferroviaria abbiamo già parlato a fondo nei giorni scorsi, così come della cosiddetta “spiaggia della discordia” (l’arenile di libera fruizione a ridosso dell’area portuale), in cui l’accesso al mare ai disabili è impossibilitato da una balaustra con scale ai due lati. Ritorniamo a Pino Guarna e all’associazione “In viaggio con noi”.
Pino Guarna ha tentato varie volte, dal 2007, di instaurare una collaborazione con l’ente locale volta all’eliminazione delle barriere architettoniche. In primo luogo, c’è stata la proposta di un percorso per la redazione di un piano di accessibilità, al fine di eliminare sul territorio le fonti di pericolo, di affaticamento e le barriere, adeguando le locali piste ciclabili spesso pericolose. Ma dalla parte politica, a quanto dice Guarna, nessuna risposta concreta.
«La proposta di fare un piano sull’accessibilità – dice Guarna – è stata recepita positivamente dal solo Paolo Cosimi, responsabile dell’ufficio tecnico, che tra l’altro ha profuso molto impegno nello sviluppo dell’idea. Tutto è caduto nel vuoto per l’indisponibilità della giunta comunale a intraprendere un percorso serio invece di fare piccoli interventi, a volte sbagliati, per mettere toppe in qua e in là».
Da parte degli amministratori c’è da dire che non ci giungono risposte chiarificatrici sulla questione.
«Abbiamo fatto vari incontri – dice Cecchini – ma tutto è stato rinviato all’elaborazione del piano strutturale. Poi, francamente, non ho più seguito la cosa. Bisognerebbe che sentiste il sindaco».
E allora sentiamo il sindaco Michele Biagi. «Ogni anno – dice – lavoriamo per l’abbattimento delle barriere architettoniche, impegnandoci a fondo. Siamo disponibili e aperti a collaborare con chiunque per abbattere completamente le barriere architettoniche. Sul discorso del progetto presentato da Guarna, preciso che la vicenda è stata seguita dagli assessori Tognoni e Cecchini».
L’assessore Cecchini l’abbiamo sentita, mentre non siamo riusciti a rintracciare l’assessore al sociale Sara Tognoni. Speriamo che qualcuno ci faccia sapere qualcosa di più.
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