Il Tirreno

Altri due anni di sacrifici per i lavoratori della Magona

Altri due anni di sacrifici per i lavoratori della Magona

Nell’incontro fra sindacalisti e il presidente Maurange confermata l’attuale marcia ridotta della fabbrica

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PIOMBINO. Almeno altri due anni di sacrifici per il lavoratori della Magona. È la realtà che è emersa dall’incontro tra il presidente di Arcelor Mittal Sud-ovest, Jean Luc Maurange, e i rappresentanti sindacali di fabbrica. La multinazionale siderurgica conferma dunque l’attuale stato di marcia degli impianti, con un solo reparto di zincatura ed una verniciatura in funzione. Un situazione, avrebbe sostenuto Maurange, non irreversibile, anche se l’attuale situazione del mercato, caratterizzata da prezzi basi e limitati spostamenti di volumi, non consente ad Arcelor-Mittal di intravedere cambiamenti prima della fine del 2014.

Funziona, invece, l’attuale sinergia tra Piombino e gli impianti di Gent, che fornisce a Magona i coils già laminati. In questo modo – secondo quanto confermato ai sindacati da Maurange – lo stabilimento piombinese avrebbe pareggiato i conti rispetto alle pesante perdite (si parla di 2-2,5 milioni al mese) che faceva registrare con l’impianto di laminazione funzionante.

E ad aprile i sindacati si preparano a rinnovare i contratti di solidarietà, che finora hanno impedito che la crisi della Magona si abbattesse in un modo ancora più pesante sui lavoratori. In forza allo stabilimento ci sono ancora circa 540 dipendenti, che sono tuttavia presenti in fabbrica al 60%.

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