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La tassa di soggiorno soltanto nei mesi estivi
Slittamento di due mesi deciso per non incidere sulle vacanze pasquali Comune e operatori pensano a sconti in parchi e musei per i turisti
PIOMBINO. I primi turisti in arrivo a Pasqua non pagheranno la tassa di soggiorno. Una delibera della giunta, presentata in commissione bilancio dall’assessore alle finanze Massimo Giuliani, e che verrà portata venerdì prossimo in consiglio comunale, prevede infatti la sospensione della decisione assunta l’anno scorso (tassa di soggiorno dal primo aprile al 31 ottobre), che tanto fece discutere.
La formula della sospensione consentirà quindi di completare il confronto con le associazioni di categoria e gli albergatori, per precisare meglio i contorni del nuovo provvedimento, che prevedibilmente conterrà la tassa di soggiorno esclusivamente nei mesi estivi.
L’idea è che comunque chi pagherà la tassa di soggiorno in alberghi, residenze e campeggi, avrà in cambio una card, che offrirà dei servizi o l’ingresso a prezzi scontati in parchi e musei.
«Con l’assessore Luca Pallini abbiamo pensato a un provvedimento di sospensione – spiega Massimo Giuliani – proprio per non andare a pesare sulla Pasqua e sul primo appuntamento turistico della stagione».
«Voglio pubblicamente ringraziare gli operatori e le associazioni – prosegue l’assessore – per la collaborazione che hanno dimostrato la scorsa stagione, anche nella fase della riscossione, e soprattutto per il dialogo fruttuoso che è stato possibile instaurare. Con loro il rapporto continua proprio per trovare insieme le giuste forme di promozione che si accompagnino alla tassa di soggiorno estiva».
L’anno scorso la tassa di soggiorno ha portato nelle casse comunali 428mila euro, il periodo ridotto deciso dalla giunta costerà una cifra intorno ai 50mila euro, in un bilancio che dovrà fare i conti con un milione e mezzo di tagli di finanziamenti statali, portando a cinque milioni il totale degli ultimi tre anni.
«Spero che i cittadini si rendano conto della situazione e che ci saranno da fare dei sacrifici – conclude Giuliani – per raggiungere l’obiettivo di non intaccare i servizi. I soldi della tassa di soggiorno saranno impiegati per non svuotare la città dalle iniziative estive che in fondo sono di anch’esse di promozione turistica».
Particolarmente soddisfatto per lo stop alla tassa di soggiorno nei mesi invernali e primaverili, è il capogruppo dell’Italia dei valori Marco Mosci: «Con un anno di ritardo ma alla fine ci hanno dato ragione – dice Mosci – visto che in fondo questo chiedevamo: che non dovesse pagare chi durante l’anno viene qui per lavoro, e che la tassa venisse accompagnata comunque da dei servizi».
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