Il Tirreno

Il centro della città si finge spagnolo per un film svizzero

di Melisanda A. Massei
Il centro della città si finge spagnolo per un film svizzero

Tanta curiosità ieri per le riprese in via Costa e al Porticciolo Scelta la Val di Cornia perché i produttori qui hanno casa

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PIOMBINO. Il primo segnale è il gazebo al limite di piazza Gramsci. «Che succede?» si chiedono i passanti. «Stanno girando un film» recita il voce-voce, e allora gli occhi si spostano davanti alla Coop, dove i teli neri attorno al bar “Maria Pia” diventano la prova certa che, sì, la location delle riprese di “Der Goalie bin ig” - il film svizzero che ha scelto Piombino per girare alcune scene - non può che essere quella.

Ai due lati, un furgoncino con una targa di Zurigo e un altro gazebo dal quale entrano ed escono attori e altri operatori. Tutto in perfetto ordine, con un’idea sul contenimento degli spazi quasi a conferma dello stereotipo dello svizzero preciso e puntuale. «La nostra è una presenza molto discreta - commenta Giorgia De Coppi, della C-Films AG – Del resto questo è un film per il quale non occorrono chissà quali ambientazioni».

La prima, dunque, è un interno, fatto coincidere col bar. Poi, nel pomeriggio, la trasferta al porticciolo. «Tutte queste location - spiega De Coppi - formano il quadro del viaggio che il protagonista, Gus, compie insieme alla sua ragazza». Nel libro di Pedro Lenz al quale il film è ispirato (in Italia lo ha tradotto la Cge col titolo «In porta io c’ero») questo viaggio si svolge in Spagna. «Sì - conferma De Coppi - ma non è certo che questa indicazione venga poi mantenuta nel film. Quello che però è sicuro è che tutte le scene che riguardano il viaggio sono state girate nelle vostre zone: a Piombino, e poi nei giorni scorsi a Suvereto, Baratti e Carbonifera, più alcune scene sul traghetto Piombino-Elba».

Certo, è curioso che la C-Films AG abbia scelto la Val di Cornia, se si tiene conto del fatto che tutte le altre scene sono state girate nel Cantone Bernese. «Alcuni componenti della produzione hanno una casa a Suvereto - spiega ancora De Coppi - e dunque per questo non è stato difficile per loro indicare questa location. Questo, peraltro, è un territorio molto particolare, che offre molta varietà. Sappiamo che ha già fatto varie volte da set per il cinema e per la tv».

Il libro a cui si ispira il film è stato un grande successo in Svizzera e Germania: la regista, Sabine Boss, è molto conosciuta nel suo paese e ha un ricco curriculum, così come il protagonista maschile, Marcus Signer, mentre la protagonista femminile, Sofja Riesen, ha lavorato soprattutto in teatro ed è al suo primo film importante.

Una storia ricca di flashback in cui il personaggio principale riflette molto sul suo passato anche attraverso la metafora calcistica che dà titolo sia al film che al libro (letteralmente: “Il portiere sono io”).

«Il calcio in questo film - aggiunge De Coppi - indica le regole e il rispetto, quei valori che Gus ha coltivato nei confronti di amici che non hanno fatto lo stesso con lui. E’ andato in carcere al posto loro per difenderli, ma adesso inizia a capire di essere stato messo in mezzo». E’ possibile pensare a un’edizione italiana? In fondo il libro è stato tradotto anche nella nostra lingua. «Noi lo giriamo in dialetto svizzero- tedesco, che poi è la stessa lingua del libro. Ma è ancora presto per capire se sarà possibile pensare a un’esportazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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