Sicurezza
Concordia, il governo farà un decreto
Confermata la scelta di Piombino, il finanziamento delle opere e la nomina di un commissario per la demolizione
PIOMBINO. Le risorse necessarie a realizzare le opere nel porto di Piombino saranno indicate in un decreto più generale che oggi il governo si è impegnato emanare. Allo stesso modo sarà nominato il commissario che dovrà sovrintendere allo smantellamento della Costa Concordia e verificata la fattibilità ecomica e ambientale delle relative operazioni.
È questo il risultato dell’incontro che si è svolto nel tardo pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi tra il presidente della Regione Rossi e il sindaco Anselmi coi ministri Clini e Passera, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà, i sottosegretari alle infrastrutture Improta e allo Sviluppo economico De Vincenti.
Il governo è dunque intenzionato ad andare avanti nella decisione di portare la Concordia a Piombino, anche se resta da esaminare il progetto di fattibilità della parte che riguarda le operazioni di smantellameto della nave, sia per quanto riguarda gli aspetti economici che quelli delle necessarie garanzie ambientali. Il ministro Passera, responsabile anche del dicastero delle Infrastrutture, avrebbe dichiarato la sua disponibilità a trovare una soluzione anche per il problema della 398, la cui realizzazione è per la prima parte (da Montegemoli al Gagno) legata al progetto dell’autostrada, ancora non completamente definito.
Risorse, poteri e tempi. Questi le variabili che si è cercato ieri di fissare nell’incontro di oggi. Di progetti di massima per realizzare le opere nel porto di Piombino ce ne sono almeno tre. «Tutto dipenderà da Come la Costa deciderà di trasportare la nave spiega il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri. Il progetto base, che abbiamo presentato fin dall’ottobre scorso, prevedeva infatti che il relitto arrivasse in porto trainata da rimorchiatori. In questo caso è necessario dragare i fondali a meno 20 metri. Se invece per il trasporto sarà utilizzata una piattaforma semi-sommergibile potrebbero bastare anche 15 metri».
Il progetto base dell’Autorità portuale prevede la realizzazione di un molo a Nord, con radice nella Chiusa di Pontedoro. La Concordia sarebbe ormeggiata nella prima fase in testa, dove la larghezza della diga è più sottile. Qui potrebbero iniziare subito le demolizioni della parte alta della nave. Successivamente verrebbe imprigionata in un specie di bacino, dove potrebbe essere portata a secco per completare la demolizione.
Il piazzale per il cantiere sarebbe invece realizzato costruendo prima una vasca (simile alle altre due già realizzate in porto) da riempire con il materiali di escavo. In porto sono già in corso le caratterizzazioni dei fanghi. Secondo Guerrieri, sulla base dei dragaggi già effettuati per i lavori di banchinamento in corso, non ci sono, o sono limitati, i rifiuti pericolosi.
La vasca di contenimento, secondo le previsioni del piano regolatore, potrebbe contenere 3 milioni di mc di fanghi. Nel caso si dovessero preparare i fondali e il bacino di evoluzione a meno 20 metri, secondo i calcoli dell’Ap si produrrebbero 2,8 milioni di mc di fanghi, 1,4 nel caso di fondali a mento 15 metri. Il piazzale da realizzare potrebbe variare quindi da 150 a 80 ettari.
Lo studio iniziale ha tuttavia subito diverse evoluzioni. Il più recente prende in considerazione la possibilità di ormeggiare, contemporaneamente alla Concordia, navi per rinfuse da 200mila tonnellate. Accanto alla diga verrebbe infatti costruito un secondo pontile, largo 50 metri e lungo 350. La Concordia sarebbe in questo caso ormeggiata nella darsena, tra la diga e il secondo pontile, che poi sarebbe chiusa per poter mettere a secco la nave. zione sarebbe quello di poter mettere subito a disposizione delle industrie siderurgiche una infrastruttura capace di ospitare navi del tipo super Panamax, superano uno degli handicap della Lucchini.
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