Sicurezza
Strada aperta per Pasqua, ma il sottosuolo fa paura
I fenomeni carsici sotto la provinciale saranno monitorati costantemente Verrà usato lo stesso scanner laser che controlla i movimenti della Concordia
RIO MARINA. La strada provinciale del Piano sarà monitorata costantemente con lo stesso scanner laser di ultima generazione usato per controllare i movimenti della Costa Concordia sul fondale del Giglio. La strada chiusa ormai dallo scorso gennaio in seguito all’apertura di una profonda voragine dovrebbe essere riaperta prima di Pasqua, sempre che l’ultimo sondaggio a una profondità di 50 metri - il risultato è atteso domani - darà l’esito sperato. Ma le condizioni preoccupanti della strada principale di accesso al paese, confermate dalle indagini geologiche effettuate in questi giorni, tengono alta la preoccupazione dei cittadini di Rio Marina, che ieri hanno partecipato all’assemblea pubblica nella sala polivalente del Comune, presieduta dal commissario straordinario Girolamo Bonfissuto e dall’assessore provinciale ai lavori pubblici Catalina Schezzini, accompagnata dal dirigente Luca Della Santina e dal geologo Luigi Gianmattei della società Ingeo.
I tempi. «Dobbiamo aspettare l’esito dell’ultimo sondaggio per avere la certezza dell’intervento da compiere. Ci sono buoni margini per rispettare l’impegno di riaprire la strada prima di Pasqua. Cosa succede se non possiamo riaprirla? Non voglio neanche considerare questa alternativa». L’assessore provinciale Catalina Schezzini si è dimostrata fiduciosa davanti ai cittadini di Rio Marina, preoccupati per un eventuale allungarsi dei tempi per l’intervento di ripristino della viabilità principale. Domani la Provincia avrà a disposizione l’esito dell’ultimo carotaggio a 50 metri di profondità. Una volta acquisito il parere l’ente lavorerà alla riapertura della strada, che potrebbe compiersi nel giro di poche settimane. Già ieri la voragine apertasi lo scorso gennaio è stata riempita con alla base massi ciclopici e pezzame di calcare. Una volta riaperta la strada sarà costantemente monitorata da uno scanner laser di ultima generazione, già usato per tenere sotto controllo ogni minimo spostamento della Concordia e messo a disposizione dall’Università di Firenze. Entro poche settimane si conta di sciogliere il nodo della copertura finanziaria, con il probabile interessamento della Regione, e di risolvere alcune difficoltà tecniche legate all’approvvigionamento energetico dell’apperecchiatura, la cui centralina sarà installata nella collina di Serrantone.
Le indagini. Riapertura, dunque, ma con un monitoraggio costante per verificare anche i minimi movimenti del sottosuolo. Questo perché le indagini geologiche effettuate in questi giorni hanno messo in luce una situazione molto delicata sotto la strada provinciale. I fenomeni carsici in evoluzione hanno creato «almeno quattro punti tra i 30 e 24 metri in cui, sotto il manto stradale, ci sono formati dei vuoti – ha spiegato l’ingegner Della Santina – l’ultimo sondaggio a 50 metri di profondità ci aiuterà a capire se il fenomeno è esaurito. Questo basta ad escludere, ad esempio, l’ipotesi di un ponte bailey per bypassare la zona del crollo: non è praticabile in quanto la strada presenta criticità in diverse aree e non in un unico punto. Con la nuova strumentazione contiamo di monitorare ogni minimo movimento del sottosuolo: la strada sarà riaperta anche se dovremo capire la portata di peso che sarà in grado di sostenere, scegliendo così i mezzi che potranno percorrerla».
Cittadini preoccupati. Tre mesi di semi-isolamento sono alle spalle, ma adesso i cittadini guardano avanti. E la preoccupazione è in larga parte per la stagione turistica che rischia di essere complicata dai problemi di viabilità. In molti, nel corso dell’assemblea, hanno chiesto se gli autobus - decisivi per il turismo - potranno passare dalla strada, una volta riaperta. «Non siamo in grado di accertarlo fino a quando non avremo a disposizione tutti i dati – precisa l’assessore Schezzini – ma crediamo ragionevolmente che, seppur limitando la circolazione ai mezzi pesanti, ci sia lo spazio per far circolare gli autobus. Un servizio navetta? Potrebbe essere una soluzione d’emergenza, ma non voglio assolutamente pensarci, contiamo che ci sia la possibilità di far passare dal Piano i bus». Alcuni cittadini, pur riconoscendo la priorità della provinciale, hanno richiamato l’attenzione della Provincia sulle condizioni della viabilità sulla Rio Marina Cavo e sulla Parata.
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