Il Tirreno

«Il patto di stabilità paralizza il comune»

«Il patto di stabilità paralizza il comune»

L’allarme del sindaco di Marciana Marina: troppi vincoli alle spese, impossibile fare investimenti

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MARCIANA MARINA. Avere i soldi in cassa e non poterli spendere. Un incubo per le amministrazioni comunali che porta un nome chiaro: patto di stabilità. Fino allo scorso anno erano i Comuni più grandi a soffrire per i vincoli di spesa applicati dallo Stato ma adesso, in seguito alle modifiche normative introdotte da Monti, anche i Comuni da 1.000 a 5.000 abitanti saranno costretti a non sforare il patto di stabilità, che si basa sul bilanciamento rigido tra le entrate e le spese di ciascuna amministrazione pubblica. E se il patto mette ogni anno in difficoltà i Comuni più grandi, ingessando gli investimenti e creando problemi nel pagamento delle ditte, è ancora più devastante per le realtà comunali più piccole. Ne sa qualcosa Andrea Ciumei, sindaco del comune elbano più piccolo (il secondo in Italia), Marciana Marina. «La scelta del governo è scellerata – spiega il sindaco – il patto di stabilità rischia di paralizzare un comune come il nostro. Quest’anno abbiamo messo insieme un avanzo di amministrazione di 1,3 milioni di euro, in cassa i soldi ci sono. Ma non potremo utilizzarli. Il risultato? Dovendo rispettare i tempi di pagamento alle imprese e i nuovi vincoli stabiliti dal patto finiremo per congelare buona parte delle opere e degli investimenti previsti, non saremo in grado, pur avendo le risorse, di migliorare i servizi per i nostri cittadini».

Ai vincoli più stringenti per i piccoli Comuni si aggiungono - dato non trascurabile – le incertezze sulle entrate: in questo caso il lotto è ampio. I sindaci non sanno con precisione quanto incasseranno con la nuova tassa sui rifiuti Tares, che fine farà l’Imu e quanto arriverà - se arriverà - dallo Stato con il fondo di riequilibrio. «La verità è che non siamo nelle condizioni di poter redarre un bilancio di previsione, così siamo costretti a vivere alla giornata – commenta Ciumei – in questo contesto ogni tipo di programmazione strategica e di investimento viene congelato in partenza». Addio strategie, quindi, per un meccanismo che il sindaco di Marciana Marina non esita a definire perverso.

«La cosa più grave – spiega – è che con il patto di stabilità vengono penalizzati di più i Comuni più virtuosi che, negli anni, hanno portato avanti politiche di contenimento delle spese. Chi al contrario è stato più “spendaccione” viene premiato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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