Il Tirreno

“Cordoni” e tamerici anche al Mortelliccio per difendere la duna

di Cecilia Cecchi
“Cordoni” e tamerici anche al Mortelliccio per difendere la duna

Si confermano validi gli interventi d’ingegneria naturalistica Ieri sopralluogo degli assessori Paolo Pacini e Marco Chiarei

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PIOMBINO. Intervento pilota d’ingegneria naturalistica per il ripristino della duna con risultati che si confermano incoraggianti in Costa est. Ieri mattina il sopralluogo di amministratori e tecnici per verificare l'andamento dei lavori (cominciati nell’ottobre scorso). Ad accompagnare gli assessori all’ambiente della provincia Paolo Pacini e del Comune Marco Chiarei i tecnici che seguono le operazioni: Maurizio Bacci di Iris (parte del raggruppamento d'imprese con Nemo srl), ma anche dirigenti della provincia per difesa e protezione del territorio (Bartoletti, Mori, Bini) e della Parchi (Bellucci). Insieme da Perelli 1, dal prime opere che, alla fine, copriranno 7 chilometri da Tor del Sale fino a Carbonifera (spesa generale di un milione e 230mila euro).

A spiegare modalità e caratteristiche del lavoro Maurizio Bacci : «Qui, ogni cento metri, cambia la tipologia a secondo dei gradi di erosione – ha detto – dipende dalla distanza della duna dalla battigia e dalla forza dell'onda. Da stabilire se c’è un tratto di strada che va protetto. Altrove bisogna far caso alla forma della duna perché può richiedere un recupero più accurato, nel caso diventa necessaria una fascia più ampia di protezione ». Ecco la necessità degli sbarramenti che, in alcune aree, hanno già dato buoni risultati. Il mare arriva fino al limite di questi “cordoni" o "gabbioni" di fibra di cocco (dentro sabbia, pietrisco etc.) che possono essere retti da una o da due file di pali con all'interno pure legname.

«Ulteriore casistica – ha aggiunto Bacci – è legata al degrado del bosco: pini che crollano perché malati o tirati giù dal vento, per il dissesto delle radice. Sono in una posizione troppo esposta e non resistono alle condizioni meteo. In origine, qui, c’erano soprattutto lecci».

Altri danni della pressante antropizzazione «noi cerchiamo un po' di compensare – ha assicurato Bacci – tamponando l'erosione, tratto per tratto. Le recenti mareggiate ci hanno dato nuove indicazioni, ma l’opera ha funzionato bene, le ondate, più essendo forti, hanno provocato danni limitati e facilmente risolvibili. Oltre tutto il mare ha portato nuova sabbia, lasciandola».

In un tratto, oltre ai “gabbioni” si sono poi già fatte piantumazioni ad hoc. «Abbiamo messo tamerici – ha spiegato Bacci – al Mortelliccio, sullo sbocco del canale: vera ingegneria naturalistica perché le radici servono a consolidare il terreno. D'appoggio, sul retro duna, un “cordone” fa anche da frangivento e protegge dal calpestio. I lavori proseguiranno fino a maggio – ha confermato – poi si interromperanno per consentire il normale ciclo di vita della vegetazione e per l’inizio della stagione balneare».

Pacini quasi stupito della passeggiata al sole sulla spiaggia visto il maltempo altrove: «Così – ha commentato – si può constatare com’è forte l'attenzione della Provincia per quest’area sia per la salvaguardia ambientale, sia perché siamo consapevoli del valore economico della zona legata alle tante attività di balneazione. Puntiamo, per quanto possibile, su un uso d’interventi che non siano invasivi e che rispettino, proteggendo, territorio e natura: come in questo caso, con opere d'ingegneria naturalistica. Studio pilota che già dimostra la sua validità per la salvaguardia dunale, nonostante le molte mareggiate e che serve anche a mantenere la linea di costa».

Concorde l’assessore Chiarei: «Questa tipologia d’ingegneria naturalistica rappresenta il presente e il futuro di quanto si può fare in difesa della costa. Una valutazione oggettiva è prematura, ma ci sono segnali incoraggianti sull’efficacia; i "cordoni", di sabbia stretta tra corde di cocco, si armonizzano bene con la spiaggia e questa estate i frequentatori della Costa est saranno piacevolmente sorpresi. Grazie alla Provincia che purtroppo, come tutti gli enti locali in crisi finanziaria, si vede rallentata sul dragaggio della foce del Cornia da dove sarebbe arrivato materiale per integrare il ripristino in corso, speriamo che il finanziamento possa sbloccarsi presto. Credo – ha concluso – che i fruitori della spiaggia apprezzeranno pure gli accessi al mare ben organizzati; ridotti di numero, da 130 diventeranno una cinquantina, assicureranno migliore accessibilità alla sabbia grazie a pedane di legno. E si potrà allentare la stessa pressione dell’uomo sulle dune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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