Gioco
L’Informagiovani va in gestione all’Arci Riolab: un’ingiustizia
Vignale Riotorto, dopo 13 anni il servizio passa di mano Bartoli: scelta politica. L’assessore Giuliani: ragioni tecniche
RIOTORTO. «Voglio che qualcuno mi spieghi perché a un’associazione viene tolto un servizio che gestiva, con impegno e passione, da tredici anni». A parlare è Simone Bartoli della Riolab che, fino a pochi giorni fa, coordinava l’Informagiovani di Riotorto. Il servizio, dopo un periodo di chiusura dovuto al rinnovo del bando per la gestione, ha riaperto, insieme all’ufficio di Piombino, lo scorso 26 febbraio, sotto la guida dell’Arci territoriale che, vincendo la gara, amministrerà per i prossimi tre anni entrambi gli Informagiovani (aperti a Piombino martedì e mercoledì dalle 16,30 alle 19,30, giovedì e sabato dalle 10 alle 13, a Riotorto martedì e venerdì dalle 17,30 alle 19,30, sabato dalle 10,30 alle 12,30).
A non mandare giù il cambio di gestione è proprio l’associazione Danza Teatro Riolab che ha curato il servizio di Riotorto dal 2001, rinnovando la gestione ogni tre anni quale unico soggetto interessato. Stavolta a presentare domanda erano invece in due: accanto all’associazione di Simone Bartoli anche l’Arci Piombino Val di Cornia Elba che alla fine si è aggiudicata il doppio servizio Informagiovani. «In tutti questi anni il servizio di Riotorto è diventato punto fondamentale non solo dei giovani, ma di tutta la comunità, con un’apertura al pubblico più larga del previsto – afferma Bartoli – Oltre a rappresentare per la Riolab la vera base operativa per laboratori, manifestazioni ed eventi di varia natura, compresi quelli solidaristici. A fine novembre è avvenuto un primo incontro con l’amministrazione per rivalutare la gestione dell’Informagiovani sulla base delle minori disponibilità economiche da parte del Comune. Da subito è saltata fuori l’idea, secondo un’esigenza di risparmio, di affidare entrambi i servizi di Piombino e Riotorto ad un unico gestore».
«Per evitare questa prospettiva come Riolab abbiamo fatto delle proposte concrete all’amministrazione, in linea con la necessità di spendere meno – continua Bartoli – Abbiamo suggerito di rinunciare alla sede attuale (dove ci siamo trasferiti nel 2006), riportando il servizio all’interno della circoscrizione, tagliando così i 580 euro di affitto mensili che, insieme alla riduzione del 50% circa sulla nostra quota, avrebbe portato a un risparmio di circa 12mila euro all’anno. Niente, ci hanno risposto che non era possibile. L’impressione che ho avuto sin dal primo incontro è stata quella di una scelta politica ben precisa».
Accusa che l’amministrazione comunale respinge con forza. «Prima dell’apertura del bando ci sono stati incontri con Arci e Riolab nei quali abbiamo giustificato la scelta di unire i due servizi sulla base di motivazioni sia tecniche che economiche – spiega l’assessore del Comune di Piombino, Massimo Giuliani – Di fronte a una situazione finanziaria nella quale c’è da stare attenti anche alle virgole, è chiaro come la metodologia organizzativa sia legata al fattore economico. È inoltre assurdo in una città con 35mila abitanti pensare a una soluzione diversa da quella di appaltare lo stesso servizio ad un unico gestore. L’anomalia semmai era prima». Il taglio con il quale l’amministrazione ha dovuto fare i conti si aggira nell’ordine del 40% sul servizio Informagiovani Piombino e Riotorto. Considerando che il nuovo bando, vinto da Arci, parla di una spesa di affidamento per i prossimi tre anni di euro 69.151 (Iva inclusa), si arriva a dedurre un taglio totale sui circa 15mila euro annui.
«C’è stato un bando regolare, dal quale è venuto fuori come la progettualità presentata da Arci fosse migliore di quella di Riolab – afferma Giuliani – Stiamo parlando di progettualità, non di qualità di associazione in senso stretto. Bando a parte, avrebbero potuto esserci accordi di gestione tra le due associazioni che, da quanto so, non si sono concretizzati».
Simone Bartoli conferma i successivi confronti tra Arci e Riolab, che tuttavia non hanno portato ad alcuna intesa. «Quello che non capisco è il motivo di togliere un servizio a chi per 13 anni lo ha gestito bene – dice Bartoli – Al di là di chi come me ci lavorava, quello che mi preoccupa è la sopravvivenza dell’associazione, che nell’Informagiovani di Riotorto aveva la propria sede operativa».
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