Il Tirreno

«A Venturina il razzismo non è di casa»

di Cristiano Lozito
«A Venturina il razzismo non è di casa»

Tecnici e dirigenti biancocelesti non accettano le accuse mosse da un ragazzino di colore a un giocatore degli Allievi

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VENTURINA. «Il razzismo al Venturina non è di casa. Qui la disciplina e il rispetto sono valori importanti, chiunque commette anche una piccola sciocchezza viene punito. In prima squadra, dove decisioni di questo tipo ci sono costate care dal punto di vista dei risultati, e fino all’ultima formazione delle giovanili».

A parlare è il vicepresidente del Venturina, Massimo Bucciantini, infuriato per le accuse di razzismo rivolte a un ragazzo della squadra Allievi da un giocatore di colore dell’Orlando, culminato nel ritiro della squadra livornese dal campo, deciso dall’allenatore Luigi Campetti mentre i biancocelesti vincevano 4-0.

«Il giocatore che accusa il nostro ragazzo – è la ricostruzione di Bucciantini – aveva fatto un fallaccio e la reazione di un nostro calciatore è stata giustamente sanzionata con l’espulsione. Era finita lì, l’arbitro era nei pressi e non ha sentito nulla di strano, poi è arrivata la decisione dell’allenatore dell’Orlando di ritirare la squadra. Questa è una cosa assurda e inaccettabile per una società con una storia come la nostra, dove il settore giovanile è il punto di riferimento. Sì, stiamo retrocedendo dalla Prima categoria, ma domenica contro il Piombino 16 giocatori su 18 dei convocati venivano dal settore giovanile. E per noi è questo che conta».

Anche l’allenatore dei biancocelesti, Attilio Pietrelli, porprio non ci sta, e punta il dito sul tecnico dell’Orlando, Luigi Campetti: «L’allenatore dell’Orlando non ha fatto altro che inveire contro i miei giocatori e con l’arbitro, dopo che all’andata mi aveva pure minacciato. Vincevamo facile, ma ai ragazzi ho insegnato a non esagerare in queste situazioni, forse invece Campetti aveva paura di prendere 10 gol...».

Quando l’Orlando ha lasciato il campo, in tanti fra i dirigenti del Venturina hanno cercato di convincerlo a ripensarci, e anche l’arbitro, parso perplesso, ha aspettato un bel po’ prima di fischiare la fine. «Certo, non era successo nulla di grave – dice Pietrelli – fra l’altro quando c’è stata l’espulsione era lì vicino anche il guardalinee dell’Orlando, che non ha battuto ciglio. Poi c’era un po’ di confusione e quindi ho sostituito il ragazzo che poi è stato accusato dal giocatore dell’Orlando. Subito dopo è arrivato il ritiro. Ma conosco bene i miei ragazzi, sono tutti educati e qui al Venturina il rispetto è una costante. Pensi che il nostro gruppo Facebook che usiamo per comunicare si chiama proprio “Rispetto di tutti”... Io comunque con i ragazzi ci ho parlato a muso duro, volevo capire anch’io, e mi hanno giurato che non è successo nulla di strano. Qui non c’entra il razzismo, ma piuttosto l’antisportività dell’allenatore dell’Orlando».

Altro servizio a pagina 13

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