Sicurezza
«No al Comune unico, molto meglio l’Unione»
...
SUVERETO. Suvereto, Venturina e Campiglia in un Comune unico? I due sindaci si sono affrettati a smentire che trattasi di trasformare Suvereto in una nuova “frazione di Campiglia”, ma a parte questo particolare hanno confermato che già alcune funzioni sono in comune, altre dovranno realizzarsi secondo le leggi già in vigore, o attraverso una unione fra comuni, una convenzione o una fusione (tra l’altro a tempi ravvicinati), con le tempistiche apparse sulla stampa. L’ex sindaco di Suvereto Rossano Pazzagli ironizza sul nome del comune tutto nuovo: «“Campiglieto o Suveriglia? – dice – Non scherziamo. La prima cosa da fare è difendere l’autonomia comunale di Suvereto, uno dei comuni più antichi della Toscana che ha saputo essere protagonista di un rilancio del territorio. Ho già sostenuto in passato che l’ipotesi di comune unico è antistorica e contraria ai bisogni della popolazione». Ma Pazzagli è contrario non solo dal punto di vista suveretano: «Lo stesso vale per Campiglia. Difendere l’autonomia comunale – dice Pazzagli - non vuol dire chiudersi in se stessi, ma avere la capacità di lavorare insieme agli altri comuni come si è spesso fatto in passato, fin dagli anni ’70, mentre oggi è caduta ogni parvenza di sovracomunalità, con Piombino che vuole essere con Grosseto, San Vincenzo che guarda a nord, Suvereto e Sassetta in difficoltà, Campiglia incerta». Poi la sua proposta per il futuro della Val di Cornia: «Le amministrazioni locali dovrebbero agire secondo il criterio ‘autonomi e insieme’ – afferma l’ex sindaco – invece manca proprio l’autonomia e la capacità di operare insieme. Sono venute meno perfino le politiche di solidarietà e di integrazione come dimostra la progressiva perdita di servizi nei comuni più piccoli. Le leggi sbagliate degli ultimi governi hanno penalizzato il territorio e i piccoli comuni, per questo è necessario difenderli , non smantellarli». Queste le sue conclusioni: «L’obiettivo prioritario non è fondere i comuni ma realizzare una Unione dei cinque Comuni riprendendo un obiettivo dichiarato dai partiti nei programmi elettorali, ma poi colpevolmente accantonato. L’Unione dei comuni, strumento previsto dalla legge che si va realizzando un po’ ovunque in Toscana, permette di svolgere le funzioni in forma unitaria senza cancellare i singoli comuni: autonomi e insieme, appunto». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google