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Concordia, Greenpeace conferma la sua contrarietà

Concordia, Greenpeace conferma la sua contrarietà

PIOMBINO. «La decisione, presa e approvata a fine mandato, dell’attuale governo e del ministro dell’Ambiente Clini, di investire nel porto di Piombino per lo smaltimento della Costa Concordia è un...

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PIOMBINO. «La decisione, presa e approvata a fine mandato, dell’attuale governo e del ministro dell’Ambiente Clini, di investire nel porto di Piombino per lo smaltimento della Costa Concordia è un azzardo che non garantisce né i cittadini italiani né la tutela dell’ambiente».

«Sono scelte che incidono pesantemente sul futuro – afferma Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace – opzionando investimenti che devono essere finalizzati a creare sviluppo e occupazione e non nuove cattedrali nel deserto».

A decidere, secondo Giannì, devono essere un nuovo governo e un nuovo parlamento, con pieni poteri e in cui sono presenti nuove sensibilità, per evitare a breve scontri istituzionali che bloccherebbero la Concordia ad arrugginire nel porto di Piombino per decenni». Greenpeace contesta quelli che definisce colpi di mano del ministro Clini e dell’ex governo tecnico in materie di Autorizzazione unica ambientale, della Strategia energetica nazionale, fino alla vicenda degli investimenti sul porto di Piombino.

«È chiaro che questo sistema di procedere per colpi di mano – afferma Giannì – rischia di creare fratture insanabili e di aumentare le ricadute sull’ambiente e i costi per la collettività». Greenpeace chiede dunque alle istituzioni coinvolte una seria riflessione.

Valuta invece positivamente la decisione del governo di individuare Piombino come meta per la demolizione della nave Concordia il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, che sottolinea come la decisione «accoglie una richiesta del territorio subito condivisa dalla Regione». Kutufà si dice «certo che le autorità locali vinceranno la sfida di attrezzare il porto per questa operazione in tempi stretti».

«Questo provvedimento – aggiunge – garantisce occupazione non solo legata allo smantellamento della nave, ma ancor più favorendo la competitività del polo siderurgico ed inserendo un’attività, quella delle riparazioni navali, particolarmente significativa. Proprio per questo mi sembrano fuori luogo le riserve e le critiche che su questa importantissima decisione sono state espresse da alcuni parlamentari eletti nella nostra regione».

Anche Matteo Tortolini, responsabile Ambiente e Infrastrutture del Pd regionale, valuta positivamente la decisione del governo. «Per il porto di Piombino si tratta di un complessi di opere di adeguamento su cui sarà prestata la massina attenzione». Per questo anche lui ritiene di difficile comprensione le dichiarazioni a caldo di alcuni parlamentari del Pd.

Giudizio positivo sull’atto del governo anche dal segretario della Federazione Pd Valerio Fabiani e dal segretario provinciale dell’Udc Luigi Coppola.

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