«Costruiamo un polo per le riparazioni»
La Cna soddisfatta del risultato, ma già pensa alla nascita di una nuova specializzazione dello scalo
PIOMBINO. «Un lavoro di squadra fra istituzioni, che dovrebbe fare scuola. La Concordia a Piombino darebbe il via ad un polo d’eccellenza delle riparazioni navali». Il presidente della Cna Riccardo Gucci dà atto al ministro Clini, al presidente della Regione Rossi, al sindaco App di aver fatto un ottimo lavoro per giungere a questo primo fondamentale risultato. Ma la Cna rilancia. «La realizzazione di questo progetto – aggiunge il presidente provinciale Diego Nocenti – oltre a dare soluzione ad un caso doloroso, porrebbe dei solidi presupposti per la creazione di un polo stabile della riparazione navale capace di assumere un ruolo leader nel Mediterraneo, ciò che Livorno non è stata capace di fare, nonostante la presenza di notevoli strutture demaniali. Sul territorio ci sono tutte le professionalità necessarie a gestire lo smantellamento del relitto nel massimo rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Ci auguriamo adesso possano trovare adeguato spazio nel progetto, che potrebbe davvero dare respiro all’economia locale, sia nella fase realizzativa delle strutture, che per il futuro del polo siderurgico».
Anche Mirko Lami, coordinatore Fiom nelle Rse Lucchini – ritiene che «nel contesto in cui siamo, con una siderurgia che sta attraversando il suo momento peggiore, la Concordia può essere una boccata di ossigeno all’economia del territorio, non solo per i metalmeccanici, perché potrebbe anche aprire uno scenario sull’utilizzo di quel metallo che può essere fuso e trasformato in rotaia o billette, ma per molte altre categorie perché sulla Concordia ci sono arredi, parti elettriche, elettroniche ed altro».
«Indubbiamente – prosegue Lami – è uno scossone positivo all’economia. Quindi mi meraviglio che alcuni parlamentari del Pd, critichino negativamente questa scelta, attaccando il ruolo del governo. Posso capire che siano preoccupati per i tempi dei lavori sul porto, o sugli scavi dei fondali, ma mi sarei aspettato che proponessero qualcosa anziché rinchiudersi in giudizi.
«Interessante invece a mio avviso, come la Fiom provinciale intende proporre di lavorare e cioè con delle linee guida come avvenuto nel 1998 per il rifacimento dell’altoforno, in modo da avere un metodo e un obiettivo unico per tutti avendo sempre la situazione monitorata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
