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IL GIGANTE DA DEMOLIRE

IL GIGANTE DA DEMOLIRE

PIOMBINO. Una mattinata di ansiosa attesa per chi ha lavorato intensamente in questi mesi al progetto, il presidente dell’Autorità portuale Guerrieri e il sindaco Gianni Anselmi in particolare. Il...

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PIOMBINO. Una mattinata di ansiosa attesa per chi ha lavorato intensamente in questi mesi al progetto, il presidente dell’Autorità portuale Guerrieri e il sindaco Gianni Anselmi in particolare. Il governo ha deciso: la Concordia dovrà essere portata e demolita a Piombino. Ci si attendeva per questo un decreto, invece, dal Consiglio dei ministri di ieri mattina, è uscita l’autorizzazione alla Protezione civile di adottare i provvedimenti necessari per consentire al nostro porto di accogliere la nave. Il decreto, con un governo in scadenza, sarebbe stato probabilmente meno efficace. Al commissario straordinario Gabrielli, dunque, tutti i poteri, in accordo con i ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti, per compiere l’operazione, utilizzando risorse già stanziate e disponibili del ministero dell’Economia.

A queste potranno aggiungersi i 25 milioni già incassati dal Comune di Piombino in forza dell’accordo sul trasferimento dei fanghi di Bagnoli e comunque destinati allo sviluppo del porto, 15 milioni a disposizione dell’Autorità portuale ed altri 17, già assegnati dal ministero che è possibile far convergere nell’operazione Concordia. Un progetto al quale l’Ap sta lavorando dall’ottobre scorso, sospinta dalla volontà politica del presidente della Regione Rossi e dal sindaco Anselmi.

Naturale la soddisfazione del primo cittadino. «Non vogliamo speculare sulle tragedie, ricordiamoci che su quella nave ci sono ancora i corpi di due passeggeri, ma la demolizione nel porto di Piombino era la più logica. I lavori dovranno essere eseguiti nel piano rispetto dell’ambiente e della sicurezza, ma per i territorio è una boccata d’ossigeno».

«Non è stato semplice raggiungere questo risultato, ma ora ci attende un’altra prova. Realizzare le opere ed essere all’altezza del compito che ci è stato affidato con fiducia. Il ritorno economico ci sarà, nion a caso e altri soggetti erano in competizione. Le infrastrutture resteranno e saranno utili alla competitività del porto e della nostra struttura industriale».

Ma ora c’è da lavorare, e più di tutti lo dovrà fare l’Autorità portuale per rispettare i tempi per liberare dall’Isola del Giglio dallo scomodo relitto.

«Abbiamo studi di fattibilità – spiega il presidente dell’Ap Luciano Guerrieri – che prevedono diverse modalità di trasporto e demolizione della Concordia, sulle quali spetta comunque alla Costa Crociere decidere».

In linea di massima il progetto prevede la realizzazione del molo sottoflutto a Nord (1.150 metri di lunghezza), la costruzione di un piazzale i 15 ettari nella vasca da riempire con i materiali del dragaggio dei fondali. All’autorità portuale attendono dunque di conoscere i provvedimenti che prenderà la Protezione civile e le decisioni della Costa Crociere. «Il progetto definitivo – chiarisce Guerrieri – dipenderà da come sarà deciso di far arrivare la nave. Se la Costa deciderà di utilizzare una piattaforma semi-sommergibile, ad esempio, la Concordia potrà essere direttamente portata a secco nel piazzale per essere demolita. In questo caso basterebbe un fondale a meno 15 metri, anziché a 20. Se invece sarà trainata in porto da un rimorchiatore dovrà essere nella prima fase attraccata al nuovo molo».

La seconda fase potrebbe essere quella di metterla a secco in una vasca impermeabile dove verrebbe imprigionata.

I costi della prima fase più o meno si conoscono, circa 160 milioni. Così come, grosso modo i benefici di lavoro immediato per le imprese locali e in genere della Toscana (in tutto si prevedono 300 posti di lavoro per tre anni di durata del cantiere. Ma il vantaggio più grosso, come spiega Guerrieri, sarebbe quello di realizzare in pochi mesi opere già previste da piano regolatore per le quali, con normali procedure, ci vorrebbero almeno 3-4 anni. Un impulso imprevisto allo sviluppo del porto, al quale ora il sindaco intende aggiungere l’anticipazione dei lavori del primo tratto della 398, necessario per raggiungere le banchine a Nord che ospiteranno la Concordia.

Giorgio Pasquinucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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