Sicurezza
«L’Isola sarà più credibile solo con il Comune unico»
Roberto Peria lancia la campagna per la consultazione del 21 e 22 aprile «Il vento del cambiamento soffia forte, gli elbani hanno una grande occasione»
PORTOFERRAIO. «Da fuori l'Elba è vista come un territorio unico, non vedo perché dobbiamo continuare a stare divisi». Roberto Peria, sindaco di Portoferraio, entra nel vivo della campagna elettorale per il Comune unico, quando manca poco più di un mese al referendum che, comunque vada a finire, risulterà decisivo per il futuro assetto istituzionale dell'isola. Il 21 e il 22 aprile i cittadini elbani decideranno se, sull'isola, si andrà verso l'accentramento in un solo comune o se, al contrario, resteranno le attuali otto amministrazioni comunali.
Sindaco, perché gli elbani devono andare a votare ad aprile?
«Perché si devono rendere conto, indipendentemente dall'essere a favore o meno del Comune unico, i cittadini devono essere consapevoli del passaggio storico per l'isola. Siamo in una fase complicata, nella quale le risorse sono sempre meno e serve sempre di più un modello istituzionale forte per il territorio. Spero che il Sì vinca e anche in modo credibile ma anche chi la pensa in modo opposto a me ha dei buoni motivi per non andare al mare, ma recarsi alle urne. È importante che, qualunque sia la loro opinione, gli elbani decidano in prima persona il futuro aspetto della loro isola».
Se le chiedessi il vantaggio principale del passaggio a un solo Comune?
«Capacità decisionale. È quello che è sempre mancato all'Elba, in particolar modo rispetto a scelte importanti. Con il Comune unico l'Elba potrebbe finalmente prendere decisioni in modo coordinato e, di conseguenza, acquisterebbe credibilità e un peso politico importante anche all'esterno. Saremmo il terzo comune della provincia di Livorno e, considerato il Pil prodotto dall'isola, reciteremmo un ruolo forte a livello toscano. Con una sola amministrazione non si verificherebbero più casi in cui un comune investe sulle rinnovabili, mentre quello accanto no. Lo stesso accade, ad esempio, per i servizi sociali, per la gestione delle spiagge piuttosto che per gli approdi turistici. Non siamo frammentati, quando per i turisti l'isola è un soggetto unico».
Solo questo?
«Non ci dobbiamo dimenticare che con un solo Comune attiveremo delle economie di scala utili per risparmiare risorse importanti. Inoltre salterebbero circa 200 poltrone, tanti consiglieri comunali saranno tagliati, con una riduzione notevole dei costi della politica. Sicuramente l'impegno del sindaco unico e degli assessori si moltiplicherà».
Come risponde a chi crede che, con l'unificazione, i cittadini rischiano di essere più lontani dalle istituzioni e dalla politica?
«L'organizzazione del futuro Comune unico spetta ai sindaci, ma è già chiaro che l'unificazione non comporterà la cancellazione dei municipi che, invece, aumenteranno di numero con l'apertura di uffici locali in realtà come Pomonte e Lacona. I cittadini troveranno gli stessi servizi di adesso e negli stessi luoghi».
Non è che il Comune unico finirà per far prevalere Portoferraio sulle altre realtà comunali?
«Il 65% degli elbani non è portoferraiese. Non c'è mai stata e mai ci sarà la volontà di prevaricare nei confronti di nessuno. Al contrario il Sì al Comune unico azzererà una volta per tutte il campanilismo e le logiche locali che, in questi anni, hanno rallentato lo sviluppo dell'Elba».
Qualche esempio?
«L'Elba non ha sul proprio territorio una discarica di inerti, così spendiamo fior di quattrini per portare i rifiuti in continente. Questo perché ha sempre prevalso la logica del "non nel mio giardino". L'esempio del canile è calzante, ma si può allargare il tiro a tutte le infrastrutture di interesse generale che non sono mai state realizzate, con i Comuni che se la sono sempre cavata con soluzioni localistiche».
Si aspetterebbe una battaglia più aperta da parte del fronte del No?
«Se non ci sono state prese di posizioni è perché non sono minimamente comparabili alle ragioni del Sì. In questa Italia dove soffia forte il vento del cambiamento credo che sia arrivato il momento di dire basta ai piccoli poteri ed egoismi locali. Spero che i cittadini colgano l'occasione e vengano a votare in massa il 21 e il 22 di aprile».
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