Gioco
La pioggia rovina la festa, in pochi a vedere la corsa
Lamentele per i numerosi negozi e bar chiusi nel centro di San Vincenzo
SAN VINCENZO. Sesto giorno di marzo del 2013: San Vincenzo è la capitale del ciclismo italiano ed internazionale. Ma, dall’alto, qualcosa non ha funzionato. La pioggia, unita per giunta a forti raffiche di vento, che dal mattino non ha praticamente avuto sosta, ha condizionato la partenza della Tirreno-Adriatico più prestigiosa di sempre, tenendo lontano da San Vincenzo il pubblico delle grandi occasioni.
Nonostante il maltempo e la sfortuna che hanno danneggiato, in parte, un evento assolutamente eccezionale, un po’ di appassionati e diversi sanvincenzini - alcuni competenti in materia ciclistica, altri semplici curiosi - sono accorsi, pian piano, ad assistere. Molti? No. Ma, con il passare delle ore, agli appassionati che cingevano d’assedio i luoghi del riscaldamento degli atleti (piazzale dei Benvenuti e zone limitrofe) nell’impressionante carovana di mezzi al seguito dei ciclisti, si sono aggiunti anche vari sanvincenzini, soprattutto al momento della partenza (alle 14.45) da piazza Umberto I.
Qualcuno ha detto che è come avere in un solo luogo il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester United e altre grandi squadre tutte insieme. E non gli si può dar torto. Vincitori del Tour de France, del Giro d’Italia e della Vuelta, campioni mondiali e olimpici, trionfatori delle maggiori classiche al mondo erano schierati in paese. Scendono dagli autobus delle rispettive squadre, uno dopo l’altro, Nibali, Evans, Wiggins, Contador, Cancellara, Cavendish, Schleck e molti altri. Le stelle delle due ruote, però, sono tutt’altro che inavvicinabili: a due metri da loro, durante il riscaldamento, la gente fotografa, chiama i propri idoli e addirittura stringe loro la mano.
No, non è il calcio. Il ciclismo, nonostante gli scandali degli ultimi anni relativi al doping, mantiene sempre un fascino particolare. Tra i presenti ci sono giovani e anziani, uomini e donne, senza distinzioni d’età e di sesso. I più divertiti sono stati senza dubbio i bambini, molti si sono scattati foto con i big e hanno raccolto autografi. Tra i curiosi c’è chi scambia un ciclista con un altro e chi ne storpia il nome, facendo diventare Whiskey il vincitore del Tour de France Wiggins e strappando un sorriso a tutti . E c’è poi chi, invece, conosce a menadito non solo i ciclisti, ma ciò che hanno vinto nella loro carriera. Un signore ci dice che «il Comune poteva prevedere che avrebbe piovuto», ma a ciò che ci è dato sapere nessuno, ancora oggi, è riuscito a prevedere le condizioni meteo con mesi di anticipo. I fortunati, quelli con le case che danno su piazza Umberto I, o quelli che hanno gli uffici sotto i portici di via San Francesco, hanno potuto godersi lo spettacolo sportivo senza subire gli effetti della pioggia.
Un aspetto negativo lo abbiamo notato, e non possiamo tacerlo: nella zona pedonale sono stati in pochi a tenere aperti gli esercizi commerciali e, fra i bar, ne erano aperti all’ora di pranzo pochissimi che hanno lavorato moltissimo, come nel caso dei due bar situati all’inizio della zona pedonale. Non è stata un bella immagine quella offerta dal paese a livello commerciale. E anche tra chi è venuto da fuori a vedere la corsa, questo non piccolo particolare non è affatto sfuggito. Niente da dire sull’organizzazione e la sicurezza, con la presenza di un vero e proprio esercito di forze dell’ordine.
Un peccato, davvero un peccato, che il sole abbia deciso di nascondersi dietro nuvole grigie e traboccanti d’acqua: lassù è stato scelto il giorno sbagliato.
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