Il Tirreno

Accoltellata dall’ex che la perseguita

di Alfredo Faetti
Accoltellata dall’ex che la perseguita

Fendente al cuore davanti ai figli piccoli nell’androne del palazzo. La donna viva per miracolo: arrestato piombinese

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FOLLONICA. «Mamma è morta». Lo grida con tutto il fiato. «Mamma è morta» grida, mentre gli occhi si gonfiano di lacrime, turbati da una violenza che i suoi sette anni forse non riescono a comprendere. «L’ha accoltellata» dice il fratello, al suo fianco. Lui di anni ne ha undici, quel tanto in più che basta per capire meglio cosa sia successo. «L’ha accoltellata». È stato lui, Massimiliano Guerrieri.

Lo stesso che da anni perseguita la giovane mamma, 32 anni di Follonica, costringendola a denunciarlo per stalking e altri reati, visto che la sua ossessione l’ha portato anche a gesti estremi. I due hanno avuto una breve relazione tempo fa ma lui, 41 anni di Piombino, non ne ha mai accettato la fine. Ma anche lei, in diverse occasioni, ha ceduto a sms che sembravano di riavvicinamento. Ieri mattina la furia ha preso il sopravvento: Guerrieri ha aspettato la donna fuori dalla casa del padre, dove si era rifugiata da un mese, e l’ha colpita con un coltello sotto gli occhi dei suoi figli, frutto del matrimonio con l’ex marito, per poi scappare. «Porta i bambini a scuola, portali via di qui» ha detto la giovane alla donna che l’ha soccorsa. Le ferite non sono state profonde, nessun organo è stato leso, ma è stata comunque trasferita con Pegaso all’ospedale di Grosseto.

Nello stesso momento, i carabinieri della tenenza di Follonica hanno arrestato l’aggressore a Piombino per tentato omicidio. «Sono anni che va avanti così – spiega la moglie del padre, la stessa che l’ha soccorsa – Ma finché non succede la tragedia non si fa niente». Questa è la storia di un incubo da cui una giovane madre non si è voluta svegliare. Inizia qualche anno fa quando la donna, separata dal marito con cui ha avuto due figli, conosce l’uomo di Piombino. Tra loro c’è una relazione che durerà pochi mesi. Ma tanto è bastato per far crescere in lui un amore malato, che ben presto è sfociato nell’ossessione, quando lei decide di lasciarlo. In quel momento finisce la relazione, ma inizia l’incubo, terminato solo ieri mattina in quel cortile di via Petrarca, sotto una pioggia fitta e nel rosso del sangue. Non è stata la prima volta che la donna si è trovata davanti un coltello. Era già successo nel 2011 e a impugnarlo era stato ancora una volta Guerrieri.

È una storia convulsa la loro, fatta di sms e di una relazione che proprio non riesce a chiudersi. Troppi capitoli di un incubo che hanno portato la giovane madre più di una volta nella caserma dei carabinieri di Follonica. Guerrini è stato anche in carcere per queste denunce, ma non gli è servito controllarsi. Nell’ultimo periodo si è creata una catena per proteggere la donna, tra parenti, amici e persino l’ex marito. Un incubo perenne, nonostante per il piombinese fossero scattati gli arresti domiciliari prima e il divieto di avvicinamento alla donna poi.

«State sempre con lei» hanno detto ai familiari i carabinieri, che proprio martedì mattina, l’altro ieri, dopo aver ricevuto un’altra segnalazione dell’uomo sotto casa del suo desiderio, hanno chiesto alla Procura l’aggravamento per il divieto. Richiesta accettata ma arrivata (e sarebbe arrivata comunque) troppo tardi, quando ormai il coltello aveva penetrato il suo petto quasi a sfiorarle il cuore.

È successo tutto in pochi, terribili attimi. La donna viveva con i bambini in casa di suo padre e della sua compagna, in via Petrarca. «Ogni volta che usciva l’accompagnavamo» dice la moglie del padre. Ieri mattina però la giovane mamma non ha voluto la scorta. «Tanto ci sono i bambini» ha detto. Ma un incubo è imprevedibile e un’ossessione difficile da domare. Lui infatti, in barba al divieto, la sta aspettando nell’androne, con il coltello nascosto nel giubbotto. I due bambini escono di casa con la madre alle 7,30, pronti per andare a scuola. Le porte dell’ascensore si aprono e la donna si trova davanti il suo aggressore. Guerrieri fa uscire i piccoli dal portone, poi inizia a discutere e infine tira fuori la lama e colpisce la vittima vicino al cuore. Il vetro del portone rende le immagini sfocate. Le grida della madre tolgono ogni dubbio. Appena il piombinese si dà alla fuga, i bambini entrano nell’androne e vedono mamma a terra, ricoperta di sangue. Risalgono le scale, fin all’appartamento del nonno. «Mamma è morta» dicono alla sua compagna.

Lei corre giù e vede la ragazza a terra. «Aveva una ferita nel petto – racconta – Allora le ho messo addosso una giacca». «Porta i bambini a scuola...» le ha detto la giovane madre. Le grida hanno richiamato l’attenzione del vicinato, che ha chiamato il 118 e i carabinieri. La donna è stata trasportata al pronto soccorso di Follonica e poi trasferita con Pegaso all’ospedale di Grosseto. Poco dopo, Guerrieri è stato arrestato in casa a Piombino, dove si era rifugiato. I militari lo hanno trovato impassibile e tale è rimasto per tutto il viaggio fino al carcere di Livorno. Del coltello neanche l’ombra .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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