Finanza
«Stop ai giochetti sull’ecomostro»
Legambiente replica a Bulgaresi: non scarichi le responsabilità su di noi
PROCCHIO. «Basta con le furbizie sull’ecomostro di Procchio». Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago toscano, risponde per le rime alle critiche rivolte da anna Bulgaresi nei confronti dell’associazione. «Non riusciamo a comprendere quale sia il gioco del sindaco sull’ecomostro di Procchio – spiega Mazzantini – forse al sindaco non interessa che chi ha spostato e tombato i fossi a valle della strada provinciale e chi ha costruito 7.500 metri di cemento armato allo sbocco di un fosso e in un’area “blu” secondo le cartografie della regione Toscana, possa costruire usufruendo di milioni di soldi pubblici che vanno a sanare danni creati dai privati, ma a noi interessa e come».
Il punto, insomma, è sempre lo stesso: la ricostruzione. «Su una cosa il sindaco ha ragione: la messa in sicurezza non ha niente a che vedere con la demolizione dell’ecomostro, ma nemmeno, ed ancora di più, con la sua ricostruzione. Legambiente non vuole impedire la messa in sicurezza di Procchio, i ritardi e i rinvii non sono dovuti a noi, ma all’aver accettato un rinvio nella primavera 2012 per non disturbare l’attività alberghiera, anche di chi ha responsabilità nell’intubamento e tombamento dei fossi. Legambiente ha lottato perché l’ecomostro non fosse costruito in una zona blu, perché non voleva che fosse messo in ulteriore insicurezza ciò che ora si vuole mettere in sicurezza».
La replica di Legambiente non si ferma qui. «Visto che la Bulgaresi ci tira in ballo rivelando precedenti colloqui avuti con lei, è bene dirla tutta – dicono dall’associazione – il sindaco, durante due incontri sul parcheggio di Chiessi, disse a Umberto Mazzantini che per la demolizione dell’ecomostro c’erano problemi che riguardavano proprio le richieste dei due costruttori pistoiesi, perché la soluzione prospettata non le piaceva. Ci dispiace che abbia cambiato idea e che questo abbia coinciso con la sua candidatura con il Pdl, ma noi abbiamo fatto quel che abbiamo sempre detto».
Secondo Legambiente l’amministrazione Bulgaresi ha «solo una piccola parte di responsabilità, visto che è in carica da poco, ma a più di 10 anni dall’alluvione del 2002 quella variante urbanistica poteva essere fatta tranquillamente, così come in un anno e mezzo dall’alluvione del 2011, con processi in corso riguardanti l’ecomostro di Procchio e Costa dei Barbari, si potevano prendere decisioni urgenti e forti e non adeguarsi alle richieste ed alle esigenze di famiglia Giusti e i proprietari dell’Hotel del Golfo».
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