Sicurezza
Gli operatori turistici si uniscono contro le tasse
Costituita a Campiglia un’associazione che chiede il confronto col Comune Bernardini: «Imposta di soggiorno, Imu e Iva più care qui che altrove»
CAMPIGLIA. È nata da pochi giorni un'associazione turistica tra diversi titolari di strutture, al fine di verificare costantemente il lavoro effettuato dall'amministrazione sul tema del turismo. Le strutture coinvolte nel programma sono La Casaccia, podere Tre Cipressi, residence Ghiacci Vecchi, casavacanze Ribocchi, podere Casalpiano,Villa Denise, casavacanze Dolce Vita, La Cuccumella, Casa del Lecceto, agriturismo il Girasole, agriturismo Diciocco, agriturismo il Piaggione, pensione Letto e Caffè.
A parlare è il proprietario della Casaccia, Enrico Bernardini, che tiene a sottolineare come «l'associazione non sia stata creata per entrare in competizione con i principali sindacati, ma come una naturale esigenza, visto che da anni non ci sentiamo difesi come vorremmo sul territorio».
«Siamo rammaricati – prosegue l'imprenditore – che il nostro sindaco si ostini a non incontrarci, ignorando le nostre richieste e non rispondendo ai nostri interrogativi, ovvero l’aumento della tassa di soggiorno senza preavviso e coinvolgimento, quanti soldi siano stati raccolti lo scorso anno e cosa andranno a finanziare, quali programmi sul tema ospitalità turistica abbia il Comune di Campiglia e il deficit in materia di Prg riguardante le strutture turistiche».
Bernardini, portavoce di una situazione dibattuta da tempo, chiede dunque risposte, soprattutto dopo le elezioni, ribadendo come la situazione sia aggravata anche dall'Imu elevata. «Basti pensare – spiega l'albergatore – che la nostra Iva è al 10%, mentre gli alberghi in Francia pagano solo il 5,5% e a Parigi la tassa di soggiorno è di 2 euro». Gli albergatori si rendono disponibili a incontri per cercare soluzioni.
Francesca Zamboni
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