Gioco
Stazione inagibile per i disabili
A San VIncenzo è impossibile passare da un binario all’altro in carrozzina: proteste
SAN VINCENZO. «Questo è un posto di m…! Andiamo a Campiglia!». No, aspettate. Facciamo un passo indietro ed entriamo alla stazione di San Vincenzo.
Chi voglia prendere il treno a San Vincenzo, può farlo senza troppi problemi. Se si prende il treno sul binario 1, eccolo lì che arriva; se lo si prende sul binario 2, c’è il sottopassaggio. Fino a qualche mese fa – prima della rimozione della passerella ferroviaria per problemi strutturali – c’era anche, proprio dalla passerella, una scalinata d’acciaio e legno che portava al secondo binario. Ora questa scalinata non c’è più, ma poco male: come abbiamo detto, c’è il sottopassaggio dal binario 1 al 2 e viceversa. Ok.
C’è un piccolo grande particolare: e cioè che va tutto bene per un qualsiasi normodotato. La situazione per i diversamente abili, purtroppo, è assai diversa e di estrema gravità.
Da anni, infatti, i disabili non possono usufruire di alcun accesso speciale per andare dal binario 1 al 2 e viceversa. Solo scale. Tempo fa, quando c’era la pedana lignea di attraversamento dei binari, qualche brava persona, davanti a tale ingiustizia sociale, provava alla meno peggio a portare il o la disabile in collo, attraversando i binari. Ora la pedana lignea non c’è più. Stupisce come, da sempre, non vi sia mai stato un accesso per diversamente abili. E cosa fa un disabile in tali situazioni? Esattamente quello che ha fatto una signora in carrozzina, giorni fa, come testimonia la 40enne sanvincenzina Nada Sorrentino, che fuori dalla stazione svolge le pulizie e che, come altro lavoro, è impiegata al Centro per disabili e anziani di San Vincenzo. Dice Nada: «Ero fuori dalla stazione ad eseguire le pulizie. Vedo giungere una ragazza in carrozzina insieme al compagno, e presto si accorge di non poter andare al binario 2, dove doveva prendere il treno: nessun accesso per disabili. Mi sono sentita mortificata, perché da sola non potevo aiutarla. Il compagno, arrabbiatissimo, ha esclamato ‘paese di m…’ e ha detto che si sarebbe recato alla stazione di Campiglia».
Ecco: è da qui che abbiamo iniziato quest’articolo, e da qui lo proseguiamo. «È una vergogna – aggiunge Nada Sorrentino – che in questa stazione non sia mai esistito un accesso per disabili. Incredibile e inconcepibile. E non da ora, ma da sempre. Ho sentito gente che vuole rivolgersi a Striscia la notizia o alle Iene, ma per ora nessuno ha fatto niente. Spero che i disabili, una volta per tutte, siano tutelati anche qui a San Vincenzo, in questa stazione davvero rimasta al Medio Evo». E ciò che ricorda Nada corrisponde alla verità: nessun accesso per disabili dal binario 1 al 2 o viceversa, da sempre. Medio Evo, come dice Nada Sorrentino? Non lo sappiamo. Di certo, si tratta di qualcosa di assolutamente intollerabile in una società civile evoluta del 21° secolo.
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