La manifestazione
«La sicurezza di Procchio è il mio unico pensiero»
Ecomostro: il sindaco Bulgaresi mantiene la linea prima dell’incontro in Regione «La demolizione viene prima di tutto, la ricostruzione è solo un fatto secondario»
PROCCHIO. Anna Bulgaresi va dritta per la sua strada. Le perplessità di alcuni elbani e le proteste dell’ambientalista Umberto Mazzantini non la smuovono di un centimetro dalla volontà di abbattere l’ecomostro. «Prima di tutto viene Procchio – afferma il sindaco di Marciana – se poi dei privati, come la famiglia Giusti e i proprietari dell’Hotel del Golfo, approfittano della messa in sicurezza per costruire o ampliare le proprie strutture, è un fatto secondario. A me non interessa».
Bulgaresi e Mazzantini, convocati questa settimana a Firenze dal governatore Enrico Rossi, vedono la ricostruzione del centro servizi da diversi punti di vista. Se il responsabile di Legambiente Arcipelago non si capacita di come chi ha commesso abusi edilizi possa ricostruire le stesse strutture di prima dopo la bonifica da parte della Regione (con 5 milioni di euro), Bulgaresi si preoccupa soprattutto della sicurezza degli abitanti della frazione. Con tutti quei soldi messi a disposizione da Firenze, insomma, secondo il sindaco non bisogna perdere tempo.
«Se Legambiente si vuole assumere la responsabilità di far saltare i lavori – afferma Bulgaresi – faccia pure. Io non torno indietro. Senza la demolizione dell’ecomostro la bonifica del fosso di Vallegrande è compromessa. Io avevo avvisato da tempo Legambiente, dicendogli: intanto demoliamo, poi collaboriamo per la ricostruzione. Ma niente, ha voluto ugualmente polemizzare». Il disagio è dato dal fatto che, dopo la messa in sicurezza della Regione per 5 milioni di euro, l’impresa Giusti di Pistoia ci potrà ricostruire gli stessi tre edifici previsti all’inizio. Bulgaresi, però, segue la sua linea, pur trovandosi in una situazione scomoda. Da una parte ha a che fare con gli autori degli abusi edilizi del 2002, dall’altra è in presenza di una situazione delicata, a Procchio, dal punto di vista idrogeologico. «I soldi pubblici servono per la messa in sicurezza – afferma il sindaco di Marciana – non per cementificare. Se in tutta la regione si può costruire a dieci metri dai corsi d'acqua, l’edificazione del nuovo centro servizi è un fatto secondario. Fin dal mio insediamento il fosso di Vallegrande, dalla strada provinciale fino al mare – continua Bulgaresi – non esisteva più. Era stato cancellato dal catasto. Questo è il vero problema».
Legambiente, nei mesi scorsi, ha proposto di spostare il complesso edilizio più a monte. Un’ipotesi che Bulgaresi aveva già in testa. «Ci avevo pensato due anni fa – rivela il primo cittadino – e volevo farlo edificare nel parcheggio del mercato. Purtroppo c’era bisogno di una complessa variante urbanistica che avrebbe comportato tempi biblici per gli interventi, visto che richiedeva la modifica del corso del fosso. Magari, senza l’alluvione del 7 novembre – continua Bulgaresi – non sarebbero neanche arrivati i soldi e avremmo avuto tutto il tempo del mondo, ma ora che siamo riusciti ad ottenere i 5 milioni di euro dobbiamo approfittarne. Bisogna mettere sulla bilancia Procchio e il resto – conclude Bulgaresi – e io scelgo Procchio».
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