Il dolore
L’autopsia chiarirà le cause della morte di Di Scioscio
PORTOFERRAIO. Sarà l’autopsia disposta dal magistrato livornese Massimo Mannucci - la data non è ancora stata fissata - a stabilire le cause della morte di Luca Antonio Di Scioscio, l’uomo di 53 anni...
PORTOFERRAIO. Sarà l’autopsia disposta dal magistrato livornese Massimo Mannucci - la data non è ancora stata fissata - a stabilire le cause della morte di Luca Antonio Di Scioscio, l’uomo di 53 anni il cui corpo è stato recuperato nella tarda mattinata di domenica mentre galleggiava a 500 metri dalle costa di Pianosa.
Sono stati due agenti della penitenziaria che risiedono sull’isola ad aver avvistato il cadavere del 53enne e a dare l’allarme alla capitaneria di porto e ai carabinieri. Domenica pomeriggio la motovedetta dei carabinieri ha portato a Portoferraio il corpo, sottoposto ieri agli accertamenti condotti dai carabinieri e dal medico legale Rossana Mele. I primi rilievi escludono tracce di lesioni che farebbero persumere una morte violenta. Di Scioscio era scomparso da casa - abitava a Roma con la sorella e il fratello - lo scorso 15 febbraio. Non si può escludere che il 53enne sia caduto nel Tevere e, spinto dalla corrente, sia stato trascinato in questi giorni fino al nostro mare. In ogni caso sarà l’autopsia a chiarire se l’uomo è morto per annegamento.
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