Il dolore
Il semplice clip che salva il cuore
Una “semplice” clip può riparare una valvola che perde e salvare il cuore, il tutto senza aprire il torace. È l’interessante novità di una tecnica più complessa, già in uso da oltre vent’anni, che...
Una “semplice” clip può riparare una valvola che perde e salvare il cuore, il tutto senza aprire il torace. È l’interessante novità di una tecnica più complessa, già in uso da oltre vent’anni, che posiziona la clip sui lembi difettosi di una delle quattro valvole (la mitrale). Nel rigurgito mitralico si provoca infatti un movimento del sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro nell’ambito del ciclo cardiaco. Con la correzione, si evita così l’accumulo di sangue in quest’ultima cavità ed il progressivo sfiancamento del cuore. L’insufficienza mitralica è l’anomalia più comune delle valvole e colpisce mediamente una persona su dieci oltre i 75 anni. Otto centri specialistici italiani, fra cui in prima fila l’azienda ospedaliero universitaria pisana, sono impegnati nel nuovo innovativo percorso. Se ne è parlato a Milano in un incontro stampa promosso da Abbot. Il tutto si esegue introducendo la clip (né più, né meno come quella utilizzata per unire due fogli), tramite un’apposita sonda inserita nella vena femorale all’inguine e posizionandola poi sulla valvola malata. In passato, la metodica si effettuava a cuore aperto e con un punto di sutura per unire i lembi valvolari che non combaciavano più. Eliminando questo rigurgito di sangue, il cuore sta comprensibilmente meglio ed al contempo s’abbassa il rischio dello scompenso cardiaco, una complicazione pericolosa e non di rado fatale. Da qui allora la nascita dello studio nazionale Reshape per l’ “arruolamento” clinico dei pazienti, valutando di volta in volta l’opportunità di mettere in atto le varie, possibili scelte terapeutiche, quella cioè farmacologica oppure l’altra, quella operatoria endovascolare (terapia percutanea mininvasiva). Fino ad oggi, in Italia, sono stati eseguiti circa seicento interventi con tale metodo.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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