Il Tirreno

Concordia, attesa per il decreto per sbloccare 160 milioni

di Cristiano Lozito

Incontro Clini-Passera, in arrivo la firma del provvedimento che servirà alle opere portuali necessarie all’operazione di smantellamento

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PIOMBINO. Saltata la scadenza del 28 febbraio, la data attesa per la decisione da parte della Costa sul porto dove demolire la Concordia, ora l’attenzione si sposta a Roma: già oggi infatti il ministro dell’ambiente Corrado Clini e quello di Sviluppo economico e Infrastrutture, Corrado Passera, dovrebbero fare il punto della situazione.

E contestualmente potrebbe essere emanato l’atteso decreto del governo per consentire di realizzare entro il mese di ottobre le opere necessarie per ospitare la Concordia a Piombino.

Ovvio che l’incertezza politica del dopo voto e i pochi giorni che restano al governo Monti abbiano seminato qualche preoccupazione sull’emanazione del decreto, ma il carattere di emergenza del caso Concordia – rafforzato dallo sversamento di idrocarburi dal relitto, domenica scorsa – dovrebbero al contrario suggerire al governo di accelerare la firma del provvedimento. Che, semmai, avrà il problema della conversione entro due mesi da parte del Parlamento.

Ovvio che l’arrivo del decreto potrebbe spostare definitivamente la decisione della Costa verso Piombino, visto che il costo delle opere portuali – 160 milioni – sarebbe tutto a carico di governo, Comune e Autorità portuale. Le spese sono quelle necessarie per realizzare il molo sottoflutto, il dragaggio dei fondali e la predisposizione del cantiere, in totale 112 milioni, mentre altri 50 milioni sono la cifra che occorre per la strada 398 da prolungare fino al porto.

Questa sarebbe la divisione delle spese: 25 milioni del Comune legati all’accordo sui fanghi di Bagnoli, 32 milioni dell’Autorità portuale, il resto appunto del governo.

Il progetto per le opere portuali necessarie all’operazione Concordia, in realtà fa parte del piano regolatore portuale già approvato dal ministero, ma che col decreto otterrebbe l’eccezionale risultato di dar corpo in pochi mesi, da qui a ottobre, a opere che invece dovrebbero attendere anni per essere realizzate.

Col risultato, al di là dei 300 posti di lavoro per tre anni, legati allo smantellamento della nave, di dare un fondamentale contributo alla competitività del porto. Con un pontile in grado di accogliere navi lunghe 300 metri e la possibilità di inserire il polo logistico nel grande giro dei traffici internazionali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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