Il Tirreno

Condanna unanime per l’attacco al Prc

Condanna unanime per l’attacco al Prc

Arriva la solidarietà da Comune dei cittadini, Sel e Pdl: «Un atto intimidatorio e inqualificabile»

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PIOMBINO. «Siamo tutt’altro che morti». Il Partito della Rifondazione comunista Federazione Piombino Val Di Cornia- Elba commenta così quanto accaduto la notte di sabato quando sono state imbrattate con scritte e scarabocchi di vernice la sede del partito e l’auto del segretario di zona Favilli.

«Sappiano – dice Rc – che tali azioni non ci intimoriscono o ci facciano desistere dal nostro intento di proseguire, nonostante che il risultato elettorale non ci abbia premiato, la nostra azione nel territorio e nel paese perché crediamo che una sinistra, degna di questo nome, debba esistere e debba stare dalla parte dei più deboli. Siamo più determinati che mai a stare a fianco dei lavoratori, della gente, dei giovani e dei pensionati, che stanno pagando più di altri la crisi».

Arrivate nuove affermazioni di solidarietà. Dalla lista Comune dei Cittadini di Campiglia che deplora «l'atto intimidatorio. Gesti simili collocano chiunque li abbia intrapresi – si sottolinea – al di fuori della comunità civile e democratica e meritano la ferma condanna di tutti. Il nostro paese sta attraversando una fase molto difficile. Fondamentale per uscirne è rinsaldare i valori democratici della nostra Costituzione, a partire dal pieno rispetto delle idee altrui e dal ripudio di ogni atto di violenza».

«Atto inqualificabile e da condannare – sottolinea Giovanni Sironi vice presidente del consiglio comunale (PdL) – La mia solidarietà e quella del mio partito all 'amico Favilli, so cosa si prova quando si e attaccati in questo modo indegno anche la nostra sede e stata più volte soggetta a questi atti incivili. L’ultima volta ci hanno messo una bomba carta ».

Ricorda Carla Bezzini della segretria Sel: «La concomitanza degli atti vandalici a Venturina, alla sede di Piombino e all’auto del segretario, stanno ad indicare un piano organizzato: risulta difficile pensare che possa essere solo di un gesto di ingiustificata stupidità. Il clima d’incertezza che stiamo attraversando favorisce la radicalizzazione dello scontro. Già durante la campagna elettorale avevamo assistito a deprecabili episodi - manifesti strappati - che dovrebbero indurre a una seria riflessione sul carattere democratico del confronto politico» conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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