Attenzione
«La priorità è demolire l’ecomostro»
Il presidente Rossi convoca Mazzantini e il sindaco dopo le polemiche: facciamo chiarezza e diamo una svolta al problema
PROCCHIO. «La priorità è mettere Procchio in sicurezza e, se possiamo, impedire che si continui a costruire nella frazione».
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, usa l’arma della prudenza nel commentare la vicenda dell’ecomostro di Procchio, legata in modo stretto agli sviluppi del processo di Elbopoli.
La stessa Regione è stata, al pari dell’amministrazione comunale di Marciana, bersaglio delle critiche di Legambiente per aver firmato l’accordo di programma con l’impresa edile pistoiese di Franco Giusti e Fiorello Filippi, entrambi condannati - solo quattro giorni fa - dal giudice della Corte d’Appello di Genova a 3 anni e 6 mesi per corruzione nell’ambito del processo su Elbopoli. L’impresa detiene ancora i permessi per il centro servizi di Procchio e, inoltre, per la lottizzazione nell’ex discoteca Costa dei Barbari, a Cavo. Entrambe le strutture sono diventate simboli del processo di Elbopoli.
In particolare l’associazione ambientalista, dando voce a un disagio diffuso, ha tirato in ballo la Regione per aver stanziato 5 milioni di euro per la messa in sicurezza idraulica dell’area attualmente occupata dall’ecomostro, ricreando le condizioni affinché l’impresa edile, la stessa che tirò su la struttura sequestrata dieci anni fa, possa di nuovo costruire il centro servizi. All’incirca nello stesso luogo e con gli stessi volumi, fatta eccezione per i piani interrati che non saranno ricostruiti. Il presidente Rossi, con una nota stringata diffusa ieri sera, ha voluto difendere la bontà del progetto di messa in sicurezza e rimarcare la priorità dell’abbattimento dell’ecomostro.
«L’ecomostro non è solo brutto. È pericoloso – sostiene il presidente della Regione – il ripristino della rete idraulica in questa zona è urgente per la sicurezza della popolazione e delle attività economiche. Il progetto del Genio civile di Livorno toglie di mezzo il cemento, libera il terreno occupato abusivamente e ripristina la rete idraulica. È un buon progetto». Il presidente, insomma, rimarca la priorità della messa in sicurezza dell’area dal punto di vista idrogeologico, mentre apre una riflessione sulla struttura dell’accordo di programma stretto tra la Regione, il Comune di Marciana e l’impresa pistoiese.
«La Regione lavora per tutelare il territorio e dove, nel passato, ci sono stati abusi e ferite, per riparare il danno – spiega il presidente Rossi – leggo che Legambiente è molto critica nei confronti dell'intervento che la Regione ha concordato con il Comune di Marciana. Contesta il fatto che si spendono 5 milioni per far ricostruire a chi ha fatto abusi, e chiede alla politica e alle istituzioni di essere più forti, più intransigenti, più veloci. La prossima settimana inviterò il sindaco Anna Bulgaresi insieme agli uffici regionali e a Umberto Mazzantini di Legambiente. Con loro voglio fare un'immediata verifica della situazione per fare chiarezza e dare una svolta decisiva al problema».
Resta da capire, insomma, se l’accordo di programma potrà o meno essere oggetto di modifiche e se il piano attuativo in corso di definizione tra il Comune e l’impresa confermerà, come sostenuto a più riprese dall’imprenditore Giusti, un centro servizi pressoché identico a quello tirato su dieci anni fa e rimasto bloccato fino ad oggi, divenuto simbolo della cementificazione. Il presidente della Regione Rossi, sulla vicenda non prende una posizione netta, ma ci tiene a confermare le sue priorità. «Le mie intenzioni sono state chiare ed evidenti fin dall’inizio: mettere Procchio in condizione di maggiore sicurezza. E, se possibile, impedire che si continui a costruire a Procchio».
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