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via della pace Quel mostro edilizio sotto i nostri occhi Scrivo sul “mostro edilizio” via della Pace. Sono uomo di sinistra, quella vera senza macchia: è vero, le scelte urbanistiche e...

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via della pace

Quel mostro edilizio

sotto i nostri occhi

Scrivo sul “mostro edilizio” via della Pace. Sono uomo di sinistra, quella vera senza macchia: è vero, le scelte urbanistiche e ambientalistiche del passato sono state spesso sbagliate, anche se sempre, ne sono convinto, in buona fede. Negli anni 50 e 60 non avevamo la sensibilità e la cultura dell’ambiente, come oggi. Errare è umano, ma imperdonabile è insistere nell’errare. Quello che mi ha profondamente sgomentato è l’aver saputo che l’autorizzazione alla costruzione del “mostro” è del 2011. Chiedo: chi l’ha firmata, l’aveva visto valutano il progetto con la dovuta attenzione, o ha firmato alla cieca? Ma è inutile piangere nel latte versato. Ormai il madornale errore è sotto gli occhi di tutti. Visto però che non si è fatta “prevenzione” e la “malattia” è esplosa in tutta la sua gravità cerchi chi di dovere di dare almeno la giusta “terapia”. In altre parole come si pensa di correggere lo scempio? La bellezza della nostra città, per lo meno quella è rimasta, è l’unica nostra ricchezza ed ultima nostra risorsa.

Luciano Lessi

(Piombino)

Lungomare Marconi

Transenne ormai

diventate ferraglie

Una grande e panoramica strada che congiunge il centro città con il borgo di Salivoli e con il grande porto turistico, affacciata, quasi a strapiombo sul mare, dovrebbe essere uno dei punti di forza del patrimonio paesaggistico locale. Provate invece a percorrerla a piedi, in auto non ci si rende bene conto, carreggiata e marciapiede sono infatti nascosti tra loro da una grande e incustodita siepe. Sono inutilmente trascorsi oltre cinque anni da quando gli ultimi smottamenti della ripa, peraltro abbandonata e mal mantenuta per decenni (mai fatto niente almeno negli ultimi 60 anni) resero necessario mettere in sicurezza il transito pedonale, transennando con berriere mobili parte del marciapiede. Queste transenne posticce dall’impatto visivo orrendo, tanto è che quando hanno girato il film “Acciaio” le hanno provvisoriamente tolte, sono oggi delle ferraglie sparpagliate scollegate e distrutte senza senso. Spesso la notte, qualche balordo sfruttando la precarietà di queste strutture si diverte a spostarle ribaltarle e talvolta gettarle in mare. Speriamo che le azioni vandaliche si fermino lì e non gli vengano mai altre idee. Nonostante i molti anni trascorsi e il reale pericolo sia per il marciapiede che per alcune abitazioni limitrofe, i lavori di sistemazione promessi, se mai saranno fatti, avranno comunque tempi di realizzazione biblici. Allora perché non dare a questa strada almeno un’immagine migliore, porre in opera una barriera più sicura e stabile di quella attuale, magari con una nuova ringhiera fissa. La transennatura o è necessaria per problemi di sicurezza e allora va stabilmente posizionata e mantenuta o non serve e allora va tolta. La posticcia barriera attuale così come è messa non toglie certo responsabilità civili e penali alla pubblica amministrazione in caso di eventuali accadimenti, nella ipotesi che qualcuno dovesse inciampare nella barriera ribaltata o spostata procurandosi danni accertati, l’amministrazione a mio avviso proprio perché le barriere sono malmesse e incustodite per incuria da moltissimo tempo, sarà chiamata a rispondere.

Giorgio Pei

(Piombino)

AUTOVELOX A lumiere

Come pescare trote

in un lago artificiale

Il 29 dicembre ho deciso di andare a fare una visita ai miei parenti di Venturina . Una cugina abita lungo la strada che da Venturina porta a San Vincenzo, in località Lumiere. Al ritorno, intorno alle 18, mentre guidavo ho intravisto un flash, mia moglie ha esclamato «Sara' un lampo!», «Strano, è sereno!», ho risposto. Parlando poi con i miei cugini sono venuto a sapere che poteva essere il flash dell'autovelox. Oggi ho ricevuto la notifica di una sanzione di 49 euro per aver sostenuto la velocità di 58 km orari anziché 50.

Ringrazio il comune di Campiglia soprattutto di avermi dato la possibilità di contribuire al risanamento del proprio bilancio. Una "macchinetta" posta in quel tratto di strada è come andare a pescare le trote in un laghetto artificiale a pagamento... Ne prendi tante, anche senza l'amo da pesca!

Carlo Rosadoni

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